Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Regione Toscana
PROGETTO ED INGEGNERIA DI COSTRUZIONE: Ingg. Mario de Miranda ed Elena Gnecchi Ruscone - Studio de Miranda Associati
CONSULENZA ARCHITETTONICA E SICUREZZA: Arch. Pierantonio Val e Cecilia Ricci
CONTRACTOR E DISEGNI DI FABBRICAZIONE: Castaldo spa
IMMAGINI: Studio de Miranda Associati, Castaldo spa


Ponte sospeso sul fiume Magra

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Viaggiando sull’Autostrada da Parma a La Spezia, poco dopo Aulla appare sulla destra il nuovo ponte sul Magra presso Stadano. È un ponte sospeso che scavalca il fiume con un’unica campata di 139 m.

Il ponte presenta una marcata asimmetria sia negli elementi verticali che nel sistema di sospensione, realizzato con cavi che partono uniti dall’antenna principale, posta sulla riva sinistra, e si divaricano a raggiungere le due antenne binate sull’opposta riva. Le antenne sono realizzate in calcestruzzo, e sono rifinite con verniciatura in colore bianco, con funzione di protezione e valorizzazione estetica, mentre l’impalcato in acciaio è verniciato in colore grigio alluminio. L’asimmetria ne caratterizza decisamente il profilo, ma non è una scelta formale arbitraria. Essa, infatti, deriva dall’integrazione delle scelte progettuali con le esigenze funzionali dettate dal tracciato stradale che in corrispondenza dell’appoggio in riva sinistra presenta una stretta curva, dovendo il ponte connettersi con la strada arginale, che limita il sedime d’appoggio e impone un singolo fusto all’elemento portante verticale.

La presenza della forte curvatura dell’impalcato nel tratto terminale ha peraltro suggerito una struttura in cui l’impalcato risulta semplicemente sospeso, non soggetto ad azioni assiali, come appunto avviene con la figura tecnica del Ponte Sospeso. Il ponte sospeso è una tipologia strutturale antica. In Toscana ha avuto in passato esempi di interesse e proprio nei pressi di Stadano nel 1900 era presente un’antica teleferica, prototipo essenziale del ponte sospeso, che costituiva l’unico mezzo di trasporto di cose e persone attraverso il fiume Magra in assenza di un ponte stabile. E a tale figura e a tale tradizione ci si è voluti richiamare con un intervento unitario nel progetto di tre ponti in Lunigiana di cui quello di Stadano rappresenta il maggiore per dimensioni.

Il progetto di questi tre ponti, a Stadano, Mulazzo e Castagnetoli, nasce dalla vittoria, da parte dello Studio de Miranda Associati in RTP con lo Studio Ricci-Val, di una gara di progettazione indetta dalla Regione  Toscana per la ricostruzione di altrettante opere distrutte dalle piene del 2011. Nei tre casi i  fiumi Magra, Mangiola e Teglia vengono scavalcati con un’unica campata con schema di ponte sospeso, eliminando ogni ostacolo in alveo, cosa possibile e relativamente facile e con costi del tutto accettabili con un ponte in acciaio.

Le scelte progettuali
Le scelte progettuali sono state guidate da diversi criteri: – Evitare di creare durante e dopo la costruzione ostacoli idraulici nell’alveo del fiume, come avverrebbe con la creazione di pile intermedie; ciò si è tradotto nella necessità di realizzare una luce sull’alveo principale, nel caso di Stadano, superiore a 130 m, in conformità alla richiesta dell’Ente Appaltante.
– Mantenere il livello di intradosso dei nuovi impalcati ad una quota superiore di un metro e mezzo rispetto alla quota della piena con periodo di ritorno di 200 anni. Tale condizione ha portato all’esigenza di realizzare un impalcato sottile, di minimo ingombro verticale per poter raggiungere le due strade arginali con pendenze compatibili con l’esercizio stradale.
– Progettare un intervento di dimensione e scala adeguati e correlati al contesto ambientale, soprattutto in ordine alle altezze degli elementi strutturali verticali, ma anche in ordine alla snellezza ed alla trasparenza degli elementi costruttivi.
– L’obbiettivo di una coerente qualità formale, nel rispetto delle varie esigenze funzionali ed economiche, è stato peraltro un costante filo conduttore delle scelte progettuali.

La struttura
Guardando più in dettaglio la struttura distinguiamo, oltre alle antenne, il sistema di sospensione formato da cavi in fune chiusa a cui fanno capo una serie di pendini, anch’essi in fune chiusa.

Ad essi è sospeso l’impalcato, realizzato con una struttura in acciaio formata da una travata centrale a sezione pentagonale e una serie di traversi con sezione ad I, che supportano una soletta in calcestruzzo. I cavi principali sono ancorati a terra attraverso una serie di cavi d’ormeggio che fanno capo a quattro blocchi di ancoraggio fondati su micropali metallici. Un viadotto in c.a. con impalcato a sezione piena di elevata snellezza attraversa la golena e collega la spalla in riva destra con la strada arginale.

Per tener conto del carattere di urgenza dell’intervento in oggetto, e delle esigenze delle popolazioni coinvolte a vedere ripristinati in tempi rapidi i collegamenti viari è stato progettato un sistema costruttivo in grado di consentire ridotti tempi esecutivi e caratterizzato da elevata prefabbricazione, ripetibilità e modularità degli elementi e ridotti pesi degli elementi costruttivi.

Il metodo costruttivo
Il metodo costruttivo utilizzato corrisponde a quello dei grandi ponti sospesi, ossia senza appoggi provvisori e utilizzando i cavi principali come supporto dell’impalcato sia nelle fasi esecutive che in configurazione d’esercizio. Questo si è sviluppato secondo le seguenti fasi:
– realizzazione delle sottostrutture e delle antenne;
– montaggio dei cavi principali, prefabbricati;
– montaggio dei conci in acciaio sospendendoli direttamente ai pendini e saldandoli successivamente realizzando la continuità della travata;
– realizzazione successiva della soletta in calcestruzzo.

La fase di montaggio che ha richiesto l’uso di mezzi d’opera in alveo, ossia quella per la quale era reale il rischio connesso alle piene improvvise, è durata meno di un mese.

Durabilità
I trattamenti previsti in funzione della durabilità del ponte sono stati:
– le antenne sono protette da una verniciatura a base fluororata che impedisce l’ingresso di umidità e la carbonatazione, evita i danni del dilavamento e ne mantiene integra la qualità formale e cromatica;
– i cavi e i pendini sono protetti con galfanizzazione, ossia una lega zinco-alluminio al 5%, e cera di protezione esterna;
– l’impalcato è protetto con un ciclo comprendente, oltre alla sabbiatura SA2.5, un primer a base di zincanti inorganici, uno strato intermedio epossidico ed uno strato finale di finitura a base di fluororati.

La costruzione del ponte è stata realizzata in poco tempo, complessivamente in meno di due anni di lavori di cantiere; avendo infatti previsto a livello di progetto dei sistemi di assemblaggio semplici e modulari. Il montaggio dell’impalcato e la liberazione dell’alveo da qualsiasi mezzo d’opera, è stato possibile ed è stato realizzato in soli venti giorni.

Mario de Miranda
 

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