Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: R Creators – Consorzio tra: Strukton, Facilicom e Ballast Nedam
AGENZIA D'APPALTO: Central Real Estate Agency l’Aia
PROGETTO: CEPEZED architecten bureau
TEAM DI PROGETTO: Ronald Schleurholts, Jan Pesman, Paddy Sieuwerts, Jaap Bosch, Ruben Molendijk, Lisen Hablé, Steven Goeman, Peter van den Heuvel, Ronald van Houten, Rutger Kuipers, Robertus de Bruin, Jorg Voogt, Paul Oehlers, Frank Smit
DESIGN D'INTERNI: Fokkema & Partners Architecten
URBANISTICA E PAESAGGISTICA: Rijnboutt
PROGETTO STRUTTURALE: Pieters Bouwtechniek
PROGETTO IMPIANTI: Strukton Worksphere
CONSULENTI FISICA, SOSTENIBILITA', FIRE SAFETY: DGMR
IMPRESE: Strukton, Ballast Nedam
COSTRUTTORE METALLICO: Staalbouw Nagelhout Bakhuizen
FACCIATE: De Groot & Visser
IMMAGINI: Lucas van der Wee, Leon van Woerkom

State office De Knoop

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Utrecht, crocevia ferroviario, universitario, religioso e culturale dell’Olanda, è la sede dei nuovi uffici governativi. L’ex quartier generale della Royal Netherlands Army, costruito nel 1989, è stato trasformato in un mix di funzioni direzionali con uffici amministrativi e un centro congressi, organizzato attorno ad una piazza ribassata rivolta su Knoopplein – zona terziaria in forte espansione – che funge da lobby en plein air: un filtro intermedio tra spazio pubblico e privato con arredi esterni attentamente progettati. La relazione tra lo spazio urbano e l’edificio viene massimizzata tramite l’utilizzo di vetri extra chiari per le facciate a montanti e traversi che garantiscono la totale permeabilità alla vista. L’edificio originario, caratterizzato da volumi sfaccettati, interpiani sfalsati e facciate orizzontali in vetri fumé, è stato trasformato tramite demolizioni mirate e nuove costruzioni. Il corpo verticale di dodici piani ospita il dipartimento amministrativo, mentre gli otto piani antistanti sono dedicati al centro congressi e agli uffici pubblici. I due volumi ed il basamento di ingresso sono collegati tra loro tramite un sistema di flussi verticali composto di scale e ascensori prospicenti il grande atrio trasparente. Tutte le aree sono caratterizzate da un design essenziale, uniforme e rivolto all’utente, come testimonia il FRAME Awards ottenuto nel 2020 nella categoria “Governmental Interior of the Year”, ospitando installazioni artistiche ed uno spazio votato al wayfinding. La sfida di integrare l’edificio esistente con le nuove necessità è stata affrontata mantenendo le caratteristiche colonne ottagonali e i solai in calcestruzzo a faccia vista grazie all’inserimento di nuovi moduli impiantistici per il controsoffitto. La pelle esterna in carpenteria metallica è stata progettata per un utilizzo di quindici anni, in ottica di un futuro miglioramento prestazionale, e con la possibilità di essere interamente smontata e riutilizzata altrove. L’involucro esterno avvolge tutto il complesso e scandisce verticalmente i volumi essenziali tramite l’utilizzo di elementi opachi bianchi in pannelli sandwich in acciaio e il riutilizzo dei vetri fumé secondo la permeabilità all’esterno delle funzioni interne: l’ingresso e il grande atrio sull’angolo risultano completamente trasparenti, mentre le modanature verticali si infittiscono in corrispondenza delle sale riunioni e degli uffici, ritmando in maniera differente le geometrie.I pianerottoli, le aree di sosta, i percorsi e gli spazi di lavoro informali per gli ospiti si affacciano sul grande vuoto che regala luce e respiro a tutto il complesso. La sostenibilità dell’intervento è stata garantita dal riutilizzo in larga parte della struttura esistente, integrandola con 760 tonnellate di acciaio riciclato per le nuove elevazioni in profili laminati aperti, tubolari e travi composte saldate, e sfruttando la ventilazione naturale insieme all’impiego di tripli vetri, materiali certificati con EPD e un tetto parzialmente verde. I sistemi passivi, come l’attivazione termica della massa delle solette in calcestruzzo, sono coadiuvati dall’utilizzo di pannelli solari, di una ventilazione meccanica con recuperatore di calore entalpico e completati da un monitoraggio costante tramite sensori dei livelli di luce di CO2 all’interno degli ambienti. Con un approccio olistico e di economia circolare anche nell’impiego di materiali green, il consorzio incaricato dall’agenzia del governo centrale olandese ha imbastito le gare di progettazione, costruzione, finanziamento e manutenzione (DBFMO) per un periodo di vent’anni, responsabilizzando gli stakeholder lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio e rendendo il progetto un test pilota per la gestione del patrimonio immobiliare statale.

Marco Cucuzza

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