Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Covivio
PROJECT MANAGEMENT: Covivio Projects & Innovation
PROGETTO ARCHITETTONICO E DIREZIONE ARTISTICA: Antonio Citterio Patricia Viel (ACPV)
PROGETTO PAESAGGISTICO: Arch. Carlo Masera
PROGETTO ESECUTIVO CIVILE, IMPIANTI MECCANICI, IMPIANTI ELETTRICI SPECIALI E COORDINAMENTO PROGETTUALE: Artelia Italia
PROGETTO STRUTTURE E DL STRUTTURE: SCE Project
PROGETTO ANTINCENDIO: FSC Engineering srl
FACCIATE: Studio di Ingegneria Rigone
PROGETTO COSTRUTTIVO: Planimetro S.t.p (architettonico), M.B.M. spa (strutture metalliche), Redesco Progetti srl (strutturale e cementi armati), Electromeccanica Galli Italo spa (impianti elettrici), Gianni Benvenuto spa (impianti meccanici), ISA spa (facciate)
DL: Studio inPRO
IMPRESA GENERALE: CMB Società cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi
COSTRUTTORE METALLICO: M.B.M. spa
IMMAGINI: ACPV, SCE Project

Edificio Symbiosis D

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il progetto del nuovo complesso di uffici denominato “Edificio D” è parte del più ampio intervento di rigenerazione urbana di Covivio che vedrà nei prossimi anni il completamento del nuovo Business District Symbiosis nell’area limitrofa a Scalo Porta Romana, collocata nella zona Sud di Milano. Il nuovo business district è un progetto di sviluppo con un forte carattere innovativo sia nel disegno degli spazi pubblici e privati sia nelle scelte tecnologiche dei nuovi edifici, improntati ad un approccio che fa della sostenibilità il primo criterio da rispettare. L’edificio si articola in due volumi principali, per una superficie complessiva di circa 20.500 mq. Il corpo più alto di otto piani orientato est-ovest è caratterizzato da un involucro trasparente ed ospiterà principalmente uffici e spazi di co-working; il volume più basso di tre piani è stato pensato come uno spazio flessibile e polifunzionale atto ad accogliere servizi a supporto delle attività lavorative, ad esempio l’auditorium a doppia altezza ed i grandi spazi verdi previsti in copertura. La struttura portante del corpo uffici prevede una soluzione mista; i corpi scale e ascensori collocati centralmente sono stati realizzati in cemento armato così come la maglia di pilastri dei piani superiori al primo. I solai sono stati realizzati con soluzione bidirezionale, parzialmente alleggeriti e post-tesi, fino al nono piano. Il restringimento dell’impronta dell’edificio al piano terra è stato ottenuto sviluppando una struttura di trasferimento dei carichi inserita in corrispondenza del livello primo e secondo, costituita da un sistema di travi in acciaio in grado di ripartire le sollecitazioni provenienti dai pilastri dei piani superiori sui muri dei vani scala e sulle colonne in acciaio al piano terra; tra queste spiccano due elementi con forma a “V” disposti perpendicolarmente l’un l’altro che costituiscono gli elementi di maggior rilievo dal punto di vista architettonico. Questi elementi si sviluppano per un’altezza di 10 m e garantiscono il sostegno del volume in aggetto sul fronte Nord. I pilastri inclinati (20° sulla verticale) che compongono le “V” sono realizzati con piatti saldati di spessore massimo pari a 60mm. Le grandi travi principali in acciaio a copertura del piano terra raggiungono un’altezza di 2.100 mm e sono state realizzate in più tronconi bilanciando dimensioni di prefabbricazione, trasporto ed installazione. L’assemblaggio in cantiere è stato realizzato con bullonature o saldature in funzione del valore estetico delle connessioni e della loro visibilità finale. Altro aspetto peculiare dell’opera è l’aggetto di 11 m del corpo basso visibile da via Orobia, sostenuto da 4 travi parete in calcestruzzo armato poste tra il piano primo e secondo che insistono sulle colonne a doppia altezza di forma circolare del piano terra. Per coprire la luce di 27 m presente tra le due travi parete centrali sono state inserite 13 travi in acciaio saldato di altezza pari a 1.200 mm dotate di fori per consentirne l’attraversamento impiantistico, in grado di sostenere il carico del giardino pensile del piano superiore garantendo adeguati livelli di comfort dell’impalcato. L’utilizzo della carpenteria metallica, introdotta in corso d’opera, ha consentito non solo di contrarre i tempi di realizzazione e, contemporaneamente, di rispondere alle necessità del progetto sia dal punto di vista architettonico, liberando totalmente l’attacco a terra in un’ottica di permeabilità e sinergia con lo spazio pubblico, sia dal punto di vista strutturale, permettendo di coprire le grandi luci previste a progetto con il minimo ingombro. L’edificio si propone come modello di riferimento innovativo anche rispetto al tema della sostenibilità, è infatti previsto il raggiungimento della certificazione LEED Core & Shell con livello Platinum e della certificazione WELL minimo score Bronze. Inoltre, sarà uno dei primi edifici a ottenere il rating WELL Health Safety che garantisce agli occupanti l’adozione di misure a tutela della salute e della sicurezza.

Matteo Brasca e Francesca Forni

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