Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: The Stavros Niarchos Foundation
PROGETTO: Renzo Piano Building Workshop in collaborazione con Betaplan
TEAM DI PROGETTO: G.Bianchi, V.Laffineur (partner and associate in charge), S.Doerflinger, H.Houplain, A.Gallissian with A.Bercier, A.Boldrini, K.Doerr, S.Drouin, G.Dubreux, S.Giorgio-Marrano, C.Grispello, M.A.Maillard, E.Ntourlias, S.Pauletto, L.Piazza, M.Pimmel, L.Puech and B.Brady, C.Cavo, A. Kellyie, C.Menas Porras, C.Owens, R.Richardson; S.Moreau; O.Aubert, C.Colson and Y.Kyrkos (models)
CONSULENTI: Expedition Engineering/OMETE (structure); Arup/LDK Consultants (MEP, sustainability, acoustics, lighting, security, IT); Theater Project Consultants (theater equipment); Front (facade engineering); Deborah Nevins & Associates/H.Pangalou (landscaping); C&G Partners, M.Harlé/J.Cottencin (signage); Faithful+Gould (project and cost management)
IMMAGINI: Renzo Piano Building Workshop (disegni), Shunji Ishida, SNFCC, ruby on thursdays

STAVROS NIARCHOS FOUNDATION CULTURAL CENTER

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il progetto del Centro culturale Stavros Niarchos porta la firma di uno dei più prestigiosi studi presenti nel panorama architettonico contemporaneo: il Renzo Piano Building Workshop (RPBW).
Il centro ha già ricevuto importanti riconoscimenti tra i quali: ENR 2016 Global Best Project Award, Award for Arts or Enterteinment Structures 2016, International Green Roof Association Award 2018 oltre alla certificazione “Platinum”, il rating più elevato previsto dal LEED (Leadership in Energy and Environmental Design).

Il complesso polifunzionale è situato a 4 Km dal centro di Atene e si trova all'interno di un vasto parco urbano, nelle immediate vicinanze della baia di Faliro. La progettazione, nel suo complesso, ha inteso riqualificare un grande spazio non più utilizzato per trasformarlo in un nuovo elemento di interconnessione tra città e mare. Nonostante la stretta vicinanza a quest'ultimo, il rapporto visivo con esso era precluso dalla presenza di importanti infrastrutture stradali.
Per cercare di ricreare il legame perduto, lo studio di progettazione ha pensato allo sviluppo del parco come ad una superficie inclinata, una lingua di terra che sembra emergere dalla superficie orizzontale del suolo per protendersi verso il mare.
La collina artificiale culmina con il volume vetrato del Centro Culturale, uno spazio articolato comprendente due edifici completamente indipendenti: la Biblioteca Nazionale Greca e la Greek National Opera.
La connessione con l’acqua prosegue nel parco grazie alla realizzazione di un canale lungo 400 m e largo 30 m, che corre parallelo all’asse pedonale in direzione nord-sud.

Uno dei temi fondamentali che ha guidato la progettazione architettonica è stato quello della sostenibilità ambientale di tutti gli edifici, anche di quelli secondari.
In questo senso, uno degli elementi più caratterizzanti del progetto è la copertura che per la sua peculiarità potrebbe essere candidata ad assumere il ruolo di landmark locale.

La Biblioteca Nazionale, con i suoi 24.000 mq, è stata pensata per essere un luogo di apprendimento, conservazione e trasmissione culturale concepito come una risorsa pubblica, uno spazio per un’aperta e condivisa fruizione del sapere. Il Teatro d’Opera, di 33.000 mq complessivi, ha due sale: una da 450 posti, destinata al balletto e alle rappresentazioni operistiche più tradizionali e l’altra, da 1.400 posti, per rappresentazioni sperimentali. Questi edifici sono messi in connessione da uno spazio pubblico, l'Agorà, rivestito in marmo Dionysos proveniente dal territorio circostante.

Il Centro Culturale è parzialmente coperto da una struttura metallica che Renzo Piano stesso definisce simile ad un tappeto volante. Questo elemento architettonico, con estensione di 10.000 mq, protegge lo spazio sottostante occupato dalla terrazza panoramica e dalla sala di lettura della Biblioteca, un cubo dalle pareti completamente vetrate.
Sostenuto da soltanto trenta sottili colonne d’acciaio controventate da tiranti metallici, questo guscio bombato è stato realizzato dall’accoppiamento di due solette dello spessore di pochi centimetri, solidarizzate da elementi in carpenteria metallica reticolari. Il guscio è appoggiato ai pilastri tramite un sistema di ammortizzatori che consentono alla struttura di assorbire le dilatazioni termiche o le forze laterali quali azioni del vento e del sisma.
L'estradosso della copertura è ricoperto da 5.560 pannelli fotovoltaici, sufficienti a generare 2.280 kwh di produzione/anno di energia elettrica – quota che consentirà alla struttura il funzionamento in misura “quasi indipendente”.
All’interno dei due edifici, dove possibile, sono stati impiegati sistemi di ventilazione naturale.

Michela Romani


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