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Progetto di ricerca IsolMAX proposto da Cogi srl, Università di Trento e Fondazione Bruno Kessler con la collaborazione di Polzunov Altai State Technical University.

Sistema costruttivo SteelMAX®

Edificio laboratorio progetto di ricerca isolMAX in Siberia

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’edificio-laboratorio sperimentale isolMax si colloca in uno dei territori climaticamente più ostili: la Siberia, più precisamente a Barnaul.
Ogni anno in queste zone si verificano escursioni termiche considerevoli, passando da rigide temperature invernali di -21°C (con punte a -35°C) a temperature estive con medie di 26°C (con punte a +34°). Tale situazione climatica definisce le idonee condizioni al contorno per testare le prestazioni del manufatto.

L’abitazione di circa 80 mq è stata costruita in opera in solinove giorni e si presenta come un unico volume monopiano a base rettangolare. La velocità di montaggio è stata possibile grazie alla scelta di una tecnologia costruttiva stratificata a secco del tipo struttura/rivestimento.  Le componenti del sistema portante sono costituite dall’impiego di profili sottili in acciaio formati a freddo  (CFS, Cold Formed Steel) che, accostati all’utilizzo di materiali funzionalmente specializzati, garantiscono prestazioni termoigrometriche e acustiche di involucro altamente efficienti. Le strutture di copertura, assiemate a maglia reticolare, e delle chiusure perimetrali sono state pre-assemblate in officina per poi essere ancorate, nella fase di installazione, alla platea di fondazione realizzata precedentemente. 

Il progetto sperimentale prevede l’utilizzo di due differenti stratigrafie di chiusura verticale che consentono il monitoraggio comparativo da remoto (attraverso sensori energetico-ambientali-strutturali) delle performance delle due soluzioni. Le due stratigrafie sono composte da una sequenza ottimizzata di layer e accomunate dall’integrazione di struttura portante light steel frame e controllo del ponte termico nel nodo trave pilastro con uno sporto di gronda isolato. In un caso la stratigrafia è caratterizzata da doppia lastra in cartongesso con interposta barriera al vapore, isolamento in lana minerale 70+80 mm, lastra di cartongesso resistente all’acqua, lana di roccia sp. 80 mm e placcaggio esterno di finitura in lastre di fibrocemento; nell’altro la stratigrafia è composta da doppia lastra in cartongesso con interposta barriera al vapore, lana minerale 50+50 mm, lastra di cartongesso resistente all’acqua, lana di roccia sp. 80 mm, barriera all’aria, lastra di fibrocemento e finitura a cappotto in EPS sp. 50 mm.

La falda inclinata di copertura, sempre realizzata con sistema light steel frame ha permesso l’impiego di pannelli sandwich coibentanti in poliuretano (60+40 mm), pannello in OSB (18 mm) utile al controvento delle travi in estradosso e lana minerale per la costipazione dello spazio tra le travi reticolari.
Il progetto di ricerca attraverso l’impiego simbiotico di strutture metalliche leggere e stratificazione a secco ha l’obiettivo, a lungo termine, di trasformare l’edificio prototipo in un modello replicabile in grado di garantire elevate prestazioni a basso impatto ambientale, anche in contesti climatici estremi.

Matteo Brasca e Gaia Laura Brasca

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