Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Kanagawa Institute of Technology (KAIT)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Junya Ishigami + Associates

Tutte le fotografie sono di junya.ishigami+associates, Courtesy Collection Fondation Cartier
pour l'art contemporain

KANAGAWA INSTITUTE OF TECHNOLOGY

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Kanagawa Institute of Tecnology - KAIT workshop è opera dello studio di Junya Ishigami, architetto che ha collaborato per anni con progettisti del calibro di Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, meglio conosciuti come SANAA.
Il padiglione, collocato nel campus dell’istituto tecnologico, è costruito su un’area alla periferia di Tokyo di 130.000 mq. Raggiunge un’altezza di circa 5 metri su un unico piano a forma di parallelogramma di 1.989 mq, in cui la struttura in acciaio è la vera protagonista.

Gli elementi verticali sono costituiti da colonne tubolari di varie sezioni che si innestano in fondazione mediante delle braccia a X, soluzione che ha permesso di rispettare i criteri antisismici. In sommità le colonne si agganciano a travi in carpenteria metallica che chiudono il reticolo strutturale. La grande altezza dell’edificio permette di camuffare l’aspetto delle strutture, facendo trapelare solo le lievi colonne in acciaio. Quest’ultime sono per la maggior parte a sezione rettangolare, poste ad inclinazioni diverse l’una dall’altra e in acciaio di qualità SM490A secondo gli standard giapponesi.

L'edificio è stato progettato per consentire agli studenti di esercitare molteplici attività per brevi periodi, grazie alla grande flessibilità degli ambienti interni, vicini ma sempre connessi tra loro. Infatti, i pilastri leggeri a sezione ridotta e con proporzioni variabili, hanno una specifica disposizione nello spazio che si infittisce in alcune zone, diradandosi in altre, definendo senza pareti fisiche gli ambienti del piano terra. Ishigami è riuscito a realizzare la sua idea iniziale di creare un’architettura senza confini riconoscibili e apparentemente libera da regole rigide e geometriche, grazie alle 305 colonne in acciaio a sezioni differenti. Sembra che esse siano disegnate in modo casuale e che apparentemente costellino l’ambiente interno seguendo le regola della natura e non un preciso schema strutturale.

L’unico limite fisico è definito con l’ambiente esterno, dove le facciate continue in vetro riflettono l’immagine del bosco di ciliegi che circonda il padiglione stesso ma che lo fanno quasi apparire come la continuazione naturale di ciò che è stato progettato per gli interni.
Il colore che caratterizza interamente questa nuova architettura è il bianco, utilizzato sia per le strutture che per la copertura e spesso anche negli arredi interni, definendo un ambiente fortemente luminoso ed ampio nel suo complesso. La luce diventa un elemento fondamentale, che invade l’interno sia dalle pareti perimetrali che (in modo zenitale) in alcune porzioni della copertura piana.

Silvia Vimercati

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