Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Comune di Grosseto
PROGETTO ARCHITETTONICO: F&F - Arch. David Fantini, Arch. Silvia Capaccioli (mandante RTP)
PROGETTO STRUTTURALE DEL PONTE: Ing. Giovanni Costa (mandatario RTP) - Steel Project Italia srl
PROGETTO STRUTTURALE DELLE FONDAZIONI: Ing. Francesco Lensi (mandante RTP)
COORDINATORE SICUREZZA: Ing. Marco Bernini (mandante RTP)
COSTRUTTORE METALLICO: BIT Costruzioni spa (mandataria RTI)
IMPRESE EDILI: Edilmark srl, Fratelli Marconi, Consorzio Edili Veneti (mandanti RTI)
FOTOGRAFIE: Steel Project Italia srl, BIT Costruzioni spa

Passerella ciclopedonale sul fiume Ombrone

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Immerso nell’incontaminata natura toscana, il ponte sull’Ombrone rappresenta la congiunzione concreta e simbolica tra il centro abitato di Alberese ed il Parco della Maremma. La forte componente naturalistica del sito, rinomato per i suoi suggestivi itinerari cicloturistici, ha portato alla progettazione della passerella con una struttura leggera, in grado di ottemperare sia alle richieste statico/normative, che alle esigenze architettoniche e paesaggistiche. La sfida di realizzare un’opera caratterizzante il paesaggio e contemporaneamente discreta e rispettosa degli aspetti naturalistici del luogo si è concretizzata in una forma fluida e armonica, realizzata in acciaio, materiale che consente il connubio tra leggerezza estetica ed ergotecnica unita ad un’elevata resistenza meccanica.

La struttura è costituita da due archi, che, attraverso l’utilizzo di uno schema statico di “ponte ad arco”, permettono l’utilizzo di un’unica campata, senza il bisogno di pile intermedie o strutture all’interno dell’alveo del fiume. A sostegno dell’impalcato del ponte, una cortina di pendini è stata disposta a forma radiale, specchio della natura ciclopedonale della passerella.
Gli archi sono profili tubolari in acciaio S355 di diametro 610 mm e spessore 25 mm che in mezzeria raggiungono un’altezza di 15 m e che si innestano sulle due sponde, ancorandosi alle fondazioni in cemento armato con idonea piastra (Ø 940x40 mm e 16 tirafondi M30). La distanza fra i due archi è di 10 m all’imposta e va riducendosi in sommità, arrivando a 2 metri nel punto più alto, per poi riallargarsi in corrispondenza della sponda opposta. Per incrementare la stabilità laterale degli archi, sono stati inseriti 4 traversi tubolari (Ø 329 mm), in prossimità dei quali è stato previsto il taglio per il trasporto e il montaggio. Il varo è stato gestito dapprima con il posizionamento dei due conci di estremità, utilizzando supporti e pile
provvisorie, e successivamente completato con la messa in trazione dell’elemento centrale e della tesatura provvisoria dei pendini, dal centro verso l’esterno. I pendini, realizzati con funi di tipo full locked coil, si agganciano a fazzoletti saldati superiormente agli archi (dove è individuato il capocorda fisso) e inferiormente alle travi principali dell’impalcato. Queste ultime sono state progettate con una sezione “a goccia”, ottenuta mediante l’unione di 2 lamiere calandrate (sp. 18 mm), che raggiunge i 932 mm in altezza e 425 di larghezza, consentendo, con l’ausilio di traversi a profili composti saldati collegati alle travi con giunti bullonati (interasse 2 m), il raggiungimento dei 72 m di lunghezza di impalcato.

L’interasse trasversale di 4,1 m genera una superficie calpestabile di 3,5 m di larghezza. L’impalcato è stato realizzato con una lamiera grecata appoggiata sui traversi e completata con getto collaborante rivestito da una pavimentazione di tipo bituminoso. Sulla porzione superiore delle travi principali è stato montato un parapetto in acciaio zincato , con struttura modulare caratterizzata da un andamento curvilineo, a ripresa e in continuità con la forma arcuata della trave. Questo è uno dei particolari che dimostra l’attenzione posta nella cura della progettazione di dettaglio, volta a garantire semplicità costruttiva e durabilità dell’opera, con una resa estetica conforme al contesto delicato in cui il ponte sull’Ombrone è inserito.

Matteo Brasca e Gaia Laura Brasca


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