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Prescrizioni sui materiali e prodotti per uso strutturale in acciaio: il capitolo 11 delle NTC 2018

Il capitolo 11 delle norme tecniche ha subito un’importante rivisitazione, soprattutto alla luce dell’entrata in vigore del regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea del 9 marzo 2011 che fissa le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione che ha sostituito la direttiva 89/106/CEE.

Relativamente alle prescrizioni comuni a tutte le tipologie di acciaio, nel paragrafo 11.3.1.1 si confermano i controlli obbligatori della norma precedente e vengono eliminate le definizioni di forniture e lotti di spedizioni mantenendo solo la definizione di lotto di produzione in riferimento ai controlli da effettuarsi in stabilimento di produzione.

Al paragrafo 11.3.1.3, ai fini del mantenimento della qualificazione, si parla ora di “controlli interni" eseguiti nell’anno e non più in sei mesi. Inoltre, viene specificato che ai fini della conformità statistica tra i risultati dei controlli interni ed i risultati dei controlli effettuati dal laboratorio incaricato, vengano utilizzati metodi statistici di comprovata validità.

Al paragrafo 11.3.1.5 relativo alle forniture e documentazione di accompagnamento vanno segnalate le seguenti integrazioni: le forniture di acciaio, per le quali non sussista l’obbligo di Marcatura CE, devono essere accompagnate, oltre che dalla copia dell’attestato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale come già previsto nelle NTC ’08, anche dal certificato di controllo interno di tipo 3.1, di cui alla norma UNI EN 10204, dello specifico lotto di materiale fornito. Inoltre, sono state aggiunte le frasi:
  •  “Tutte le forniture di acciaio, per le quali sussista l’obbligo della Marcatura CE, devono essere accompagnate dalla “Dichiarazione di prestazione” di cui al Reg. 305/2011, della prevista marcatura CE nonché dal certificato di controllo interno di tipo 3.1, di cui alla norma UNI EN 10204, dello specifico lotto di materiale fornito”.
  • Nel caso di fornitura in cantiere non proveniente da centro di trasformazione, il Direttore dei Lavori, prima della messa in opera, è tenuto a verificare quanto sopra indicato ed a rifiutare le eventuali forniture non conformi, fermo restante la responsabilità del fabbricante”.
Da notare come in quest’ultima frase ci si riferisca a forniture in cantiere non prevenienti da centri di trasformazione e che quindi il riferimento è esteso non solo alle componenti facenti parte del sistema strutturale.

Grazie anche alle osservazioni avanzate da Fondazione Promozione Acciaio su alcune prescrizioni delle NTC 2018, con l’uscita della Circolare esplicativa del 21 gennaio 2019 si è fatta chiarezza in merito al paragrafo 11.3.1.5. In particolare, viene specificato che il certificato di controllo interno tipo 3.1, citato dalle NTC, è riferito al certificato di origine fornito dall’acciaieria all’atto dell’immissione in commercio del prodotto laminato. Inoltre, viene chiarito che i “kit”, come definiti nell’articolo 2 del CPR e con marcatura CE, non sono obbligati ad essere accompagnati dal certificato di controllo interno di tipo 3.1., ed “è sufficiente accompagnare le forniture con la copia della dichiarazione di prestazione CE, oltre che con il documento di trasporto completo delle informazioni necessarie”.

In merito ai centri di trasformazione, al paragrafo 11.3.1.7, va segnalato che, riguardo il sistema di gestione della qualità del prodotto, è stata omessa la richiesta di certificazione da parte di un organismo terzo indipendente mentre rimane il riferimento alle UNI EN ISO 9001. Inoltre, è stata omessa la richiesta che il direttore tecnico operi in conformità a quanto disposto dall’art. 64, comma 3, del DPR 380/01. Si richiede però che quest’ultimo sia abilitato all’esercizio della libera professione.

Per quanto riguardo l’acciaio per strutture metalliche e per strutture composte, sotto la voce generalità (paragrafo 11.3.4.1) è stato aggiunto: “Per palancole metalliche e per i nastri zincati di spessore ≤ 4 mm si farà riferimento rispettivamente alle UNI EN 10248-1:1997 ed UNI EN 10346:2015” e inoltre: “Per l’identificazione e qualificazione di elementi strutturali in acciaio realizzati in serie nelle officine di produzione di carpenteria metallica e nelle officine di produzione di elementi strutturali, si applica quanto specificato al punto 11.1, caso A), in conformità alla norma europea armonizzata UNI EN 1090-1.”

Per i processi di saldatura, al paragrafo 11.3.4.5, sono stati aggiornati i riferimenti normativi. Sempre per quanto riguarda le saldature, rimangono invariate rispetto alle NTC 2018 le richieste sull’entità ed il tipo dei controlli.

Sia nelle giunzioni a serraggio controllato che nelle giunzioni a serraggio non controllato, è ora richiesto (rispettivamente nei paragrafi 11.3.4.6.1 e 11.3.4.6.2) che agli assiemi vite/dado/rondella sia applicato quanto specificato al punto A del § 11.1 in conformità alla norma armonizzata UNI EN 15048-1. Quindi, per entrambe le tipologie di unione, i bulloni dovranno avere marcature CE e dichiarazione di prestazione DoP.

È stato aggiunto un nuovo paragrafo, l’11.3.4.6.3, che tratta gli elementi di collegamento in acciaio inossidabile e rimanda alla norma europea armonizzata UNI EN 14399-1.

Sono stati aggiornati i riferimenti normativi del paragrafo 11.3.4.6.4 relativi all’acciaio da impiegare per i chiodi da ribadire a caldo, in particolare si rimanda alla UNI EN 10263:2017.

È ora consentito l’impiego di acciaio inossidabile per strutture metalliche e composte. Al paragrafo 11.3.4.8 si dispone che gli acciaio da utilizzare debbano essere conformi alle norme armonizzate UNI EN 10088-4 e UNI EN 10088-5, e rechino marcatura CE.

Il paragrafo 11.3.4.9 tratta gli acciai da carpenteria per strutture soggette ad azioni sismiche e sono state modificate le regole addizionali da applicare per le zone dissipative. In particolare, il rapporto tra i valori caratteristici di rottura e la tensione di snervamento deve ora essere maggiore di 1.10 e non più 1.20. Inoltre, mentre nelle NTC ’08, era richiesto che: “la tensione di snervamento massima fy,max deve risultare fy,max ≤ 1.2 fyk” si richiede ora che: “la tensione di snervamento media fy,media deve risultare inferiore ad 1.20 fy,k per acciaio S235 e S275, oppure ad 1.10 fy,k per acciai S355 S420 ed S460”. Oltre a questo, è stato aggiunto che “il valore g0v è specificato nel § 7.5”, riferendosi quindi al paragrafo relativo al capitolo 7 per le regole di progettazione per azioni sismiche in cui si specifica che “ai fini della progettazione, il fattore di sovraresistenza del materiale, g0v è assunto pari a 1.25 per gli acciai di tipo S235, S275 ed S355 e pari a 1.15 per gli acciai di tipo S420 ed S460”.

È stato ampliato il paragrafo 11.3.4.10 dando definizioni più specifiche ed in particolare definendo i centri di trasformazione per carpenteria metallica, i centri di produzione di elementi in acciaio, i centri di prelavorazione o di servizio, le officine di produzione di carpenteria metallica, i centri di produzione di prodotti formati a freddo e lamiere grecate, le officine di produzione di bulloni e chiodi e le officine di produzione di elementi strutturali. Tutte queste definizioni ricadono nell’ambito di prodotti e/o componenti strutturali per cui non sia applicabile la marcatura CE.

Da segnalare che il paragrafo 11.3.4.11.2, relativo ai controlli nei centri di trasformazione e nei centri di produzione di elementi tipologici in acciaio, si apre con la frase: “le procedure di cui ai seguenti … si applicano soltanto ai prodotti per cui sia applicabile il punto B di cui al § 11.1” e quindi le disposizioni successive non si applicano ai prodotti recanti marcatura CE.

Per finire, anche il paragrafo riguardo i controlli di accettazione in cantiere, ovvero l’11.3.4.11.3, ha subito delle modifiche. Sono state meglio definite le modalità di prelievo a seconda della tipologia di materiali pervenute in cantiere ed in particolare, il Direttore dei Lavori, è tenuto ad effettuare i seguenti controlli:
  • Per elementi di carpenteria metallica: 3 prove ogni 90 tonnellate
  • Lamiere grecate e profili formati a freddo: 3 prove ogni 15 tonnellate
  • Bulloni e chiodi: 3 campioni ogni 1500 pezzi
  • Giunzioni meccaniche: 3 campioni ogni 100 pezzi.
Inoltre, all’inizio del paragrafo, viene ora specificato che: “I controlli di accettazione in cantiere, da eseguirsi presso un laboratorio di cui all’art. 59 del DPR n. 380/2001, sono obbligatori per tutte le forniture di elementi e/o prodotti, qualunque sia la loro provenienza e la tipologia di qualificazione”.
 

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