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Le certificazioni ambientali per i prodotti in acciaio da costruzione

I CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER L’AFFIDAMENTO DI SERVIZI DI PROGETTAZIONE E LAVORI PER LA NUOVA COSTRUZIONE, RISTRUTTURAZIONE E MANUTENZIONE DI EDIFICI PUBBLICI


I Criteri Ambientali Minimi (CAM) sono i requisiti a cui è necessario fare riferimento in materia di sostenibilità ambientale per i servizi di progettazione e lavori di ristrutturazione, nuova costruzione e manutenzione per le opere pubbliche, disciplinati dal Decreto 11 ottobre 2017.

Il “Nuovo Codice degli Appalti” - Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 - all'art.34 (Criteri di sostenibilità energetica e ambientale) impegna infatti le stazioni appaltanti nell’inserire, all’interno della documentazione progettuale di gara, alcune specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei CAM, al fine di conseguire determinati obiettivi ambientali, per gli affidamenti di qualunque importo. Tali criteri sono tenuti in considerazione anche ai fini della stesura dei documenti di gara per l’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95, comma 6.

In questo modo il legislatore ha indotto le pubbliche amministrazioni a ridurre gli impatti ambientali nel settore delle costruzioni, a partire dalle fasi di progetto preliminare, prendendo in considerazione l’intero ciclo di vita delle opere e di ciascun componente edilizio. Fra le specifiche tecniche riguardanti i componenti edilizi e in particolare per i prodotti siderurgici, il Decreto 11 ottobre 2017 afferma:
 
Tabella 1

È il produttore a dover fornire tale documentazione e, nel caso di commerciante intermedio, è compito di quest’ultimo richiedere il certificato ambientale al suo fornitore per ogni tipologia di prodotto da costruzione che ha acquistato o che intende acquistare.

La validità di tali dichiarazioni ambientali, in relazione ai prodotti a cui fanno riferimento, varia a seconda della tipologia di certificazione rilasciata: queste possono avere una validità pluriennale, e dunque per qualsiasi fornitura effettuata nel periodo a cui la dichiarazione fa riferimento (es. EPD®), annuale o anche limitatamente ad una particolare fornitura.
Tabella 2
Sezione trave
 

TIPOLOGIE DI DICHIARAZIONI AMBIENTALI DI PRODOTTO


In questi ultimi anni, sia a livello internazionale che europeo, hanno iniziato a diffondersi le etichette e le dichiarazioni di prodotto. Tali strumenti, di natura volontaria, hanno lo scopo di comunicare al mercato le caratteristiche e le prestazioni ambientali di un prodotto. I destinatari di tali messaggi, a seconda dei prodotti analizzati, possono essere sia i semplici consumatori, sia i professionisti che possono proporre tali manufatti a clienti terzi.

In base alle norme ISO della serie 14020, si possono distinguere tre tipi di etichettature ambientali:
 
Tabella 3
 
LA DICHIARAZIONE AMBIENTALE DI PRODOTTO DI TIPO III – EPD®

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD® (Environmental Product Declaration) è una dichiarazione che certifica un determinato prodotto, fornendone dati sugli impatti ambientali legati alla produzione di una specifica quantità, in accordo con lo standard internazionale ISO 14025. Tale sistema è verificato da un ente terzo.

La Dichiarazione fa riferimento all’analisi del ciclo di vita del prodotto, basata su uno studio LCA (Life Cycle Assessment), che definisce il consumo di risorse (materie prime, acqua, energia) e gli impatti sull’ambiente circostante (produzione di rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi nei corpi idrici) nelle varie fasi del ciclo di vita del prodotto. Le fasi minime considerate sono dall’estrazione delle materie prime, il loro trasporto al sito di produzione e la produzione stessa, oppure fino alla dismissione del prodotto stesso.
I risultati sono presentati in forma sintetica attraverso l’impiego di una serie di indicatori ambientali, come ad esempio la quantità di anidride carbonica emessa o GWP (Global Warming Potential) per unità dichiarata di prodotto (ad es. per tonnellata).
Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto è un documento che contiene informazioni oggettive, confrontabili e credibili relativamente a un prodotto mediante analisi del ciclo di vita (LCA) secondo gli standard della serie ISO 14040.

La creazione di una EPD® passa attraverso la redazione dei seguenti documenti:
  1. Requisiti specifici di prodotto (Product Category Rules, PCR). Per poter effettuare un confronto tra dichiarazioni di prodotti analoghi, è necessario definire delle regole di calcolo che valgano esclusivamente per uno specifico prodotto. In questo modo si fissano i parametri da seguire e rispettare per la stesura dello studio LCA all'interno del gruppo cui il prodotto si riferisce. I PCR hanno valenza internazionale, proprio per consentire lo scambio dei risultati delle valutazioni anche tra aziende appartenenti a nazioni diverse.
  2. Un'analisi LCA, in base alle indicazioni presenti nei PCR, nelle linee guida del sistema EPD® e secondo le indicazioni contenute all'interno delle norme ISO 14040 e 14044. Lo studio LCA è un momento fondamentale all'interno della redazione di una EPD.
  3. La Dichiarazione ambientale. I contenuti della EPD dovranno essere analizzati e verificati da un ente terzo indipendente, che ne effettuerà la convalida. Il documento che ne deriva consentirà di comunicare in maniera efficace i risultati dell'analisi LCA, consentendo inoltre di confrontare i risultati ottenuti con quelli relativi a prodotti di aziende concorrenti.
La gran parte delle EPD vengono rese disponibili dai produttori e scaricabili direttamente dal sito ufficiale EPD www.environdec.com, il quale raccoglie le EPD da diversi paesi a livello mondiale.

Esempi di EPD
Di seguito è possibile scaricare esempi di dichiarazioni ambientali di prodotto EPD da parte di aziende Socie di Fondazione Promozione Acciaio:


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