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FAQ - Approfondimenti sulla prevenzione incendi

AGOSTO 2022

32) Con riferimento al Codice di PI, che differenza c'è tra le definizioni del punto G.1.8 relative alla compartimentazione e quelle specifiche riportate in S.3?
Le definizioni del punto G.1.8 sono generali nell'ambito dell'applicazione del Codice di PI, mentre quelle di S.3 sono relative alle soluzioni progettuali conformi che soddisfano le prestazioni richieste.

31) Con riferimento al Codice di PI, che differenza c'è tra filtro e filtro a prova di fumo?
Il filtro è un compartimento antincendio di classe minima pari a 30, con carico d'incendio specifico qf<50 MJ/mq, senza sostanze pericolose e privo di lavorazioni pericolose ai fini dell'incendio e con porte E30-Sa, mentre il filtro a prova di fumo è un filtro avente anche i requisiti di compartimento a prova di fumo e in cui è sufficiente avere porte almeno EI 30.

30) Nell'ambito della RTV sulle autorimesse, è possibile adottare scenari differenti da quelli indicati?
Certo, è possibile farlo, infatti il progettista è tenuto ad individuare gli scenari che meglo descrivono i potenziali incendi reali, basando gli input termici, sempre su documenti di comprovata validità nazionale o internazionale.

29) E' possibile ricorrere ad una modellazione avanzata delle proprietà termiche delle vernici intumescenti per la protezione al fuoco delle strutture in acciaio?
E' possibile farlo, utilizzando gli approcci proposti nella UNI EN 13381-8, ammesso che la curva di incendio in questione sia la curva standard ISO834, in quanto i test sperimentali sono condotti con tali curva.

GIUGNO 2022

28) La distanza di separazione di cui al cap. S.3 del Codice di P.I. può essere sempre valutata con la procedura tabellare?
In realtà, qualora i varchi da cui esce la fiamma siano più alti di 3 m, la procedura tabellare porterebbe a soluzioni meno conservative rispetto a quella analitica, da cui deriva; ciò è dovuto al fatto che le tabelle S.3-10 e S.3-11 sono state ricavate ponendo df pari a 2 m. Pertanto, per altezze dei varchi superiori a 3 m (e quindi df superiore a 2 m), è necessario valutare la distanza di separazione con la procedura tabellare.

27) E' necessario progettare la sicurezza antincendio delle facciate di edifici civili con il Codice di P.I.?
Sì, è previsto dai ptt. S.1.7, S.3.5.6 e S.3.7.3; inoltre, dal prossimo 7 luglio, sarà applicabile la nuova RTV V.13.

MAGGIO 2022

26) Per la reazione al fuoco è possibile adottare soluzioni alternative senza ricorrere alla FSE?
Sì, ad esempio, è possibile testare le prestazioni dei prodotti ai sensi dell'art. 10 del D.M. 26/06/1984, secondo le procedure di prova più idonee.

25) La nuova RTV V.13 si applica agli edifici di civile abitazione?
Al momento non è cogente per gli edifici di civile abitazione con altezza antincendi superiore a 24 m, in quanto gli stessi non rientrano nel campo di applicazione del Codice di P.I.; ad oggi si può fare riferimento a tale RTV oppure alla Linea Guida sulle facciate di cui alla nota DCPREV n. 5093 del 15/04/2013.

GENNAIO 2022

24) Per attività soggette ai controlli del CNVVF per le quali si applica il D.M. 03-08-2015 e s.m.i. (Codice di PI) che rientrano in categoria A è possibile ricorrere a soluzioni alternative in assenza di progetto da presentare al Comando VV.F. competente per territorio?
Certamente è possibile ricorrere alle soluzioni alternative, ma è necessario presentare istanza di deroga, in quanto le soluzioni alternative devono essere sempre valutate dal Comando VV.F. competente per territorio (cfr. punto G.2.6.5.2 del D.M. 03-08-2015 e s.m.i.).

23) Quando è necessario considerare le distribuzioni localizzate ai fini della resistenza al fuoco?
Ogni volta che sono presenti, secondo le indicazioni di cui al punto S.2.5 del D.M. 03-08-2015 e s.m.i. (soluzione conforme) o punto 2 dell'allegato al D.M. 09-03-2007 (approccio prescrittivo) oppure secondo i metodi della FSE quando si ricorre alle soluzioni alternative (D.M. 03-08-2015 e s.m.i.) o approccio prestazionale per altre attività (D.M. 09-05-2007) per determinare il cimento termico sugli elementi che devono possedere prestazioni di resistenza al fuoco.

DICEMBRE 2021

22) Per ottenere una curva di incendio naturale è sempre necessario eseguire analisi termo-fluido dinamiche?
No, le curve di incendio naturali, possono essere ottenute in maniera semplicata attraverso il modello degli incendi parametrici. I modelli di incendio parametrici forniscono un semplice strumento per la modellazione dell’incendio nella fase post-flashover assumendo che la temperatura nel compartimento sia uniforme. Una versione di questo metodo di calcolo è riportato nell’appendice A di EN 1991-1-2.

21) E' sempre obbligatorio ricorrere ai criteri di attribuzione generalmente accettati per individuare il livello di prestazione di resistenza al fuoco di un'opera da costruzione?
No, è possibile utilizzare i metodi di progettazione della sicurezza antincendio di cui al pt. G.2.7 per verificare il livello di prestazione attribuito al fine di dimostrare il raggiungimento dei pertinenti obiettivi di sicurezza antincendio.

20) Le analisi su singoli elementi possono essere condotte con metodi semplificati, utilizzando incendi naturali come sollecitazione termica?
Di norma le analisi su singoli elementi si utilizzano in soluzione conforme, utilizzando curve nominali come sollecitazione termica, in quanto, in caso di incendi naturali, vanno valutate le sollecitazioni indirette S.2.8.1, salvo i casi in cui è riconoscibile a priori che esse sono trascurabili o favorevoli.

NOVEMBRE 2021

19) E' vero che la zincatura ha un effetto benefico sulla resistenza al fuoco delle strutture in acciaio?
Si, in particolare la zincatura abbatte l'emissività dell'acciaio e la nuova versione dell'EN1993-1-2 (ancora non approvata) prevede l'uso di un valore di emissività dell'acciao pari a 0.35 per temperature fino a 500°C e di 0.7 per valori di temperatura maggiori di 500°C.

OTTOBRE 2021

16) Ricorrendo all'approccio prestazionale per valutare le prestazioni di resistenza al fuoco di una struttura con livello di prestazione III, la durata dell'incendio può essere pari alla classe di resistenza al fuoco?
No, la classe è definita solo rispetto a un incendio nominale e rappresenta una durata convenzionale che si utilizza solo nell'approccio prescrittivo tradizionale o nelle soluzioni conformi del Codice di P.I. per valutare le prestazioni di resistenza al fuoco. Considerare una durata di un incendio naturale pari alla classe di un compartimento è un errore concettuale molto grave.

17) La durata minima di un incendio naturale nell'approccio ingegneristico finalizzato a valutare le prestazioni di resistenza al fuoco di una struttura è sempre definita secondo quanto previsto al punto M.2.5 del D.M. 03-08-2015 e s.m.i.?
No, dipende dal livello di prestazione e deve essere adeguata in funzione delle rispettive soluzioni alternative. A tal fine si veda quanto chiarito dal CNVVF con la DCPREV 9962 del 24 luglio 2020.

18) E' importante considerare gli incendi localizzati per valutare le prestazioni di resistenza al fuoco di una struttura oppure si può sempre semplificare considerando l'incendio generalizzato?
Gli incendi localizzati vanno sempre considerati quando ci sono distribuzioni non uniformi di materiale combustibile, sia in soluzione conforme che alternativa; gli effetti possono essere localmente più gravosi rispetto a quelli valutati in condizioni generalizzate, per cui qualsiasi assunzione deve essere giustificata e dimostrata. Si veda anche quanto chiarito dal CNVVF con la DCPREV 9962 del 24 luglio 2020.

GIUGNO 2021

13) Sono presenti linee guida per il calcolo delle prestazioni di ingegneria antincendio?
Si, il CNI ha emanato ha aggiornato il documento contenente le Linea guida per le prestazioni di ingegneria antincendio ed ha elaborato anche il software applicativo per il calcolo automatico del “valore di riferimento”. È possibile scaricare il materiale dal presente link.

14) E' già scaduta la possibilità di adeguare dal punto di vista antincendio le strutture ricettive?
No, il DL Milleproroghe 2021, convertito con Legge 26 febbraio 2021, all’articolo 2 comma 4-octies, ha prorogato al 31 dicembre 2022 il termine per l’adeguamento antincendio di strutture ricettive esistenti con oltre 25 posti letto. Come nel precedente decreto, la proroga è subordinata alla presentazione della Scia parziale, questa volta entro il 30 giugno 2021. Tale Scia dovrà attestare il rispetto di almeno quattro delle seguenti prescrizioni, come disciplinate dalle specifiche regole tecniche:
• resistenza al fuoco delle strutture;
• reazione al fuoco dei materiali;
• compartimentazioni; corridoi;
• scale; ascensori e montacarichi; impianti idrici antincendio;
• vie d’uscita ad uso esclusivo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali;
• vie d’uscita ad uso promiscuo, con esclusione dei punti ove è prevista la reazione al fuoco dei materiali; locali adibiti a deposito.

15) E' necessario, per le strutture sanitarie, presentare l’attestazione di rinnovo periodico di cui all’art 5 del DPR 151/2011?
Come chiarito nella DCPREV 6413 del 30/04/2021, non è necessario farlo, in quanto la presentazione della SCIA parziale riferita alla fase successiva di adeguamento alla normativa tecnica di prevenzione incendi, di fatti assorbe all’obbligo del rinnovo della scia precedente. È possibile al seguente link scaricare la DCPREV 6413.

APRILE 2021


9) Nell’ambito dell’approccio prestazionale, la valutazione della resistenza al fuoco di una struttura può essere effettuata estrapolando sottostrutture significative e tenendo opportunamente in conto delle condizioni al contorno?

Si, la normativa consente analisi di “sottostrutture significative” che possano rappresentare il comportamento dell’intera struttura, riducendo notevolmente l’onere computazionale. È necessario però ripristinare adeguatamente le condizioni al contorno.

10) Con una modellazione avanzata della struttura, nell’ambito di un approccio prestazionale, è possibile tener conto delle sovra-resistenze della struttura (es. effetto catena) attraverso un’analisi in grandi spostamenti?
Sì, la norma richiede analisi avanzate in un approccio prestazionale, consentendo di considerare le eventuali sovra-resistenze, dimostrate e quantificate opportunamente.

11) La selezione degli scenari d’incendio di progetto è fortemente influenzata dall’obiettivo che il professionista intende raggiungere in fase di progetto/verifica?
Vero, in funzione dell’obiettivo che il professionista deve raggiungere (ad es. resistenza al fuoco, salvaguardia della vita…) è possibile selezionare gli scenari di incendio più gravosi per quell’obiettivo.

12) Nelle analisi termo-meccaniche avanzate con curve di incendio naturali è possibile modellare la presenza di protettivi passivi?
No, ai sensi della circolare DCPREV 9962 del 24 luglio 2020 non è più possibile in quanto:
- I protettivi sono certificati sperimentalmente con curve ISO834;
- Non è noto il comportamento dei protettivi in fase di raffreddamento.

FEBBRAIO 2021

1) In base al D.M. 03-08-2015, le prestazioni di resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi costruttivi possono essere determinate in base a confronti con tabelle, calcoli, prove sperimentali. Per quanto riguarda le prove sperimentali è sempre possibile estendere il certificato di prova?

È possibile farlo nell’ambito di quanto previsto nel rapporto di prova, tuttavia in caso di variazioni del prodotto o dell’elemento costruttivo classificato, non previste dal campo di diretta applicazione del risultato di prova, il produttore è tenuto a predisporre un fascicolo tecnico.

2) Nell’ambito dell’attuale quadro normativo italiano l’approccio prestazionale alla progettazione antincendio può essere usato indipendentemente dalla “deroga”?
Sì, come “metodo alternativo” a quello “conforme” sotto la responsabilità del progettista. Per approfondimenti consultare il seguente link: LA NORMATIVA .

3) Nell’ambito del D.M. 3/8/2015 la verifica di resistenza al fuoco delle strutture con approccio prestazionale (soluzione alternativa) viene effettuata anche con la curva ISO834
No, a differenza delle norme precedenti è possibile effettuare verifiche strutturali solo con le curve di incendio naturali, derivanti dagli scenari di incendio di progetto.

4) Per la verifica di resistenza al fuoco delle strutture con approccio di tipo prestazionale è possibile effettuare anche analisi per singoli elementi?

No, con questo tipo di approccio è possibile valutare la resistenza al fuoco dell’intera struttura o di sottostrutture significative, in modo da non trascurare gli effetti delle dilatazioni termiche impedite. Per approfondimenti consultareil link APPROCCIO PRESTAZIONALE .

5) Per la verifica di resistenza al fuoco delle strutture in acciaio in ambito prescrittivo con metodo analitico è necessario prevedere l’uso di modelli numerici particolari?
E’ possibile fare riferimento al metodo semplificato del nomograma (vedi NOMOGRAMMA), basato sul “metodo della temperatura critica” implementato nell’EN 1993-1-2.

6) Nell’individuazione degli scenari di incendio di progetto per le autorimesse basta considerare solo quelli del D.M. 3/8/2015?
No, quegli scenari vanno contestualizzati nel caso da analizzare e, se necessario, integrati in base al giudizio esperto del progettista.

7) Nell’ambito dell’approccio prestazionale, dopo aver selezionato gli scenari di incendio di progetto è necessario che essi siano “vidimati” dal funzionario dei VVF?
No, nell’ambito del D.M. 3/8/2015, il progettista può non sottoporre ai VVF gli scenari di incendio di progetto, sebbene una condivisioni di tali informazioni con l’organo competente possa sempre utile ai fini della corretta progettazione.

8) La verifica di resistenza al fuoco delle strutture in acciaio in ambito prestazionale può essere effettuata anche con il metodo del nomogramma?
No, il metodo del nomogramma è basato sulla curva nominale ISO834, pertanto si può usare solo in ambito prescrittivo. Per approfondimenti consultare la sezione NOMOGRAMMA 

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