Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Shenzhen Airport Group Co. Ltd.
SVILUPPATORI: Shenzhen Planning Bureau; Shenzhen Airport Group Co. Ltd.
PROGETTO ARCHITETTONICO: Massimiliano e Doriana Fuksas
PROGETTO INTERNI: Fuksas Design
PROGETTO STRUTTURALE, FACCIATE: Knippers Helbig Engineering
PROGETTISTA LOCALE: BIAD (Beijing Institut of Architectural Design)
IMPRESA: China State Construction Engingeering Corporation
COSTRUTTORE METALLICO: China Construction the Third Eningeering
REALIZZAZIONE INVOLUCRO E FACCIATE: Shenzhen Sanxin Facade Engineering Co. Ltd., Shenzhen Ruihua Construction Co. Ltd., Fangda Group Co. Ltd.
FOTOGRAFIE: Archivio Fuksas, Leonarto Finotti (immagini scorrevoli)

Aeroporto di Shenzhen Bao'An - Terminal T3

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Terminal 3 dell’aeroporto internazionale di Shenzhen Bao’an si estende per circa 500.000 mq sviluppati su una lunghezza di circa 1,5 km. Il concept di progetto ha elaborato una forma che richiama l’immagine di una razza, che nei suoi spostamenti esalta i movimenti e la suggestione del volo in planata. La pianta è articolata su tre livelli. La hall è un volume a doppia altezza caratterizzato da colonne bianche troncoconiche in acciaio che si innalzano fino alla copertura. Da questo spazio parte il “concourse”: zona chiave dell’aeroporto, costituita da 3 livelli corrispondenti a partenze, arrivi e servizi. Il volume di sezione tubolare si allunga per 760 m, enfatizzando anch’esso l’idea del movimento e fungendo da punto nevralgico dove confluiscono le diverse funzioni. L’incrocio del concourse con il corpo trasversale origina una piazza, costituita da un vuoto a tutt’altezza e caratterizzato da una luce libera di 80 metri.
L’elemento simbolo del progetto è il motivo a nido d’ape che avvolge la struttura portante per un totale di 25.000 elementi in carpenteria metallica e vetro. L’involucro è formato verso l’esterno da pannelli sandwich, dall’isolamento acustico posto sulla pelle interna e da forature alveolari passanti, le cui vetrate illuminano naturalmente lo spazio sottostante. Il concept del nido d’ape, elemento cardine dello sviluppo della copertura e fortemente caratterizzante l’ambiente interno, viene ripreso coerentemente anche nel design dei negozi, riproponendo, ad una scala maggiore, le cellule dell’alveare. In generale, le forme dell’arredo e degli elementi accessori richiamano la natura: lungo il terminal e il concourse, oggetti dall’aspetto scultoreo riprendono, fungendo da sede per il sistema di condizionamento dell’aria, alberi bianchi stilizzati, richiamando anche l’architettura delle colonne della hall.
Strutturalmente possono essere individuate tre tipologie differenti, che definiscono gli spazi della hall, del concourse e lo scheletro dell’involucro. La struttura della hall è composta da colonne cilindriche d’acciaio, con un rivestimento esterno in lamiera bianca che conferisce una forma troncoconica all’insieme. Le colonne sorreggono i profili tubolari (di altezza variabile tra i 3 e i 4,5 m) configurati a formare una struttura reticolare bidirezionale resistente ai carichi orizzontali di vento e sisma.
Il concourse è realizzato con una struttura reticolare a guscio, ha un’altezza tra 3 e 6 metri e una luce variabile da 45 a 63 m. Il basamento è in c.a e si sviluppa per 1.350 metri di lunghezza totale.
Per l’involucro, invece, il progetto strutturale ha dovuto considerare l’effetto architettonico e le necessità illuminotecniche, che hanno guidato la realizzazione delle celle a nido d’ape. La soluzione adottata è quindi una reticolare spaziale in carpenteria metallica, con assi inclinati rispetto alla direzione principale dell’edificio. Questa scelta progettuale ha reso necessaria l’installazione di una serie di portali posti ad interasse di 18 m nell’intercapedine tra i due strati dell’involucro, aventi funzione di irrigidimenti trasversali in grado di sopperire all’incapacità della reticolare di trasferire il carico direttamente alle strutture verticali principali.

Gaia Laura Brasca e Matteo Brasca

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