Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia

VIADOTTO SERRA CAZZOLA - SS640 - Inquadramento dell'opera

Il Viadotto Serra Cazzola è l’opera d’arte principale inserita all’interno dell’itinerario della SS 640 “di Porto Empedocle”, lungo circa 72 km, il quale rappresenta il collegamento diretto tra i capoluoghi di provincia di Agrigento e Caltanissetta e delinea anche una dorsale strategica della viabilità regionale. L’infrastruttura attraversa la Valle dei Templi a sud della città di Agrigento e, dopo aver percorso e servito i territori dei numerosi comuni più all’interno, in passato difficilmente accessibili, termina in prossimità dell’innesto con la SS 626 Caltanissetta – Gela.
 
Tempio Concordia
Tempio della Concordia - Agrigento

Il precedente tracciato svolgeva la duplice funzione di infrastruttura di attraversamento a livello regionale e di strada locale a servizio diretto delle aree attraversate. Le criticità strutturali riguardavano principalmente i seguenti aspetti: lo scarso coordinamento a livello plano-altimetrico, la disomogeneità in relazione alla dimensione della sezione stradale e la presenza di intersezioni a raso ed accessi alle proprietà private.

Inoltre l’area attraversata dall’infrastruttura è caratterizzata da una morfologia collinare, ovvero dalla presenza di dorsali debolmente ondulate. Tutte queste caratteristiche erano determinanti sull’alto tasso di incidentalità riscontrato e hanno pertanto reso strettamente necessario l’intervento di adeguamento, tenendo in considerazione questi ulteriori fattori critici: la ridotta velocità media riscontrata, il basso livello del comfort di guida e di viaggio e l’elevato costo generalizzato del trasporto.
 
Vista satellitare
Tracciato della SS 640 “di Porto Empedocle”

La nuova infrastruttura è stata realizzata prevedendo il raddoppio e l’ammodernamento della precedente strada statale, percorribile su quattro corsie, due per senso di marcia. Il progetto ha previsto l’adeguamento di 6 svincoli esistenti e 2 di nuova costruzione, i quali collegano il territorio alla nuova arteria stradale grazie ad un’estesa rete complementare, necessaria per la riconnessione alla viabilità esistente e di accesso a tutti gli insediamenti di tipo residenziale e/o produttivo.
 
Tempio di Giunone
Tempio di Giunone - Agrigento

Per la progettazione di tutti gli assi stradali della viabilità complementare, dal punto di vista plano-altimetrico, il criterio generale adottato è stato quello di apportare ottimizzazioni sia di natura geometrica sia in termini di sicurezza per ottenere un miglioramento funzionale della circolazione.

La strada in oggetto è stata prevista di categoria B “extraurbana principale”, avente sezione a carreggiate separate (ciascuna costituita da due corsie da 3,75 m, banchina esterna da 1,75 m e banchina interna da 0,50 m) e spartitraffico minimo di 2,50 m, con una velocità di progetto compresa tra 70 e 120 km/h.

Il Viadotto Serra Cazzola fa parte dei 21 viadotti previsti nel progetto che si aggiungono alle 3 gallerie artificiali ed è l’unica opera costituita da un unico impalcato. La sede viaria di tutti gli altri viadotti, realizzati in parte con struttura composta acciaio – calcestruzzo e in parte con travi in c.a.p, è stata prevista su opere d’arte separate (una per ogni senso di marcia).

Per i viadotti a struttura composta acciaio – calcestruzzo, la sezione corrente dell’impalcato è costituita da due travi in acciaio a doppio T di altezza costante pari a 2,60 m poste ad interasse di 6,50 m, collegate da traversi ad anima piena disposti con interasse di 7 m circa a metà altezza delle travi e dalla soletta in calcestruzzo armato solidarizzata alle travi tramite connettori tipo Nelson. Gli sbalzi laterali hanno lunghezza 3,50 m. Per il Viadotto Serra Cazzola, invece, è stata prevista la tipologia a sezione variabile, che verrà descritta in seguito. La soletta in calcestruzzo armato ha uno spessore variabile da 27 cm in mezzeria a 37 cm in corrispondenza delle piattabande delle travi, fino ad uno spessore minimo pari a 15 cm in corrispondenza dell’estremità degli sbalzi.

Lo schema statico adottato per i viadotti in acciaio con riferimento ai carichi verticali è quello di una trave continua su più appoggi; le azioni trasversali vengono trasferite alle spalle e alle pile mediante apparecchi d’appoggio in acciaio - teflon unidirezionali, mentre le azioni orizzontali longitudinali vengono assorbite e trasferite sulle spalle tramite due sistemi di vincolo differenti: su una spalla è prevista una coppia di apparecchi di appoggio fisso ed unidirezionale trasversale, mentre sull’altra una coppia di dispositivi di vincolo dinamico a comportamento elastico (“spalla mobile”).


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