Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: City Life spa
PROGETTO ARCHITETTONICO: Zaha Hadid Architects - Zaha Hadid, Patrik Schumacher
TEAM DI PROGETTO ARCHITETTONICO: Zaha Hadid Architects - Gianluca Racana, Paolo Zilli, Andrea Balducci Caste
PROJECT MANAGEMENT: J&A / Ramboll
PROGETTO STRUTTURALE: Redesco Progetti srl - Mauro Eugenio giuliani (strutture metalliche da progetto preliminare a costruttivo, solo per le facciate da preliminare a definitivo avanzato)
TEAM DI PROGETTO STRUTTURALE: Fabio Capsoni, Gianluca Vesa, Mirko Scaburri, Niccolò Andreola, Paolo Bertagna
PROGETTO STRUTTURE IN C.A. ALLA BASE DEL PODIUM ED ESECUTIVO STRUTTURE FACCIATE: Holzner & Bertagnolli
IMPRESA: CMB spa
COSTRUTTORE METALLICO: M.B.M. spa
IMMAGINI: Hufton + Crow (finito), Stefano Gusmeroli (cantiere)

CITY LIFE SHOPPING DISTRICT "PODIUM"

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
Inaugurato nel novembre del 2017 il più grande Shopping District urbano d’Italia sorge nell’area di City Life ai piedi della torre Zaha Hadid. Proprio per via della sua posizione e per la stretta correlazione con uno dei tre grattacieli dell’area ex fiera, il centro commerciale prende il nome di “Podium”, base, costituendo difatti la membrana che avvolge e da cui si sviluppano i 170 metri in elevazione.
Complessivamente lo Shopping District occupa 32.000 mq di superficie lorda, che ospitano 100 spazi commerciali, inclusi ristoranti e un cinema multisala, per un bacino d’utenza calcolato attorno ai 700.000 visitatori.
La posizione fa del Podium un luogo privilegiato, essendo raggiunto dalla fermata 3 Torri della metropolitana M5 e circondato da un parco urbano di 170.000 mq.

La struttura del Podium, oltre ad adattarsi agli aspetti funzionali delle unità commerciali, che tipicamente richiedono spazi dotati di grandi luci, deve rispettare le esigenze architettoniche che prevedono un andamento sinuoso delle superfici, nonché la presenza di giunti che attraversano l’edificio e richiedono la creazione di cinematismi appositi. Le strutture delle gradinate delle sale Cinema sono poi indipendenti e inserite nell’organismo strutturale globale e collegate con elementi isolanti ai fini acustici.

L’impostazione del progetto adottata consiste nell’identificare per il corpo principale una struttura a graticcio, ovvero basata sul funzionamento flessionale di elementi trave, preferita rispetto ad una spaziale, per la maggiore semplicità, efficienza costruttiva, coerenza con la forma architettonica, minore ingombro e migliore sovrapposizione alla maglia definita dalle linee delle strutture interrate. L’impostazione del progetto adottata consiste nell’identificare per il corpo principale una struttura a graticcio, ovvero basata sul funzionamento flessionale di elementi trave, preferita rispetto ad una spaziale, per la maggiore semplicità, efficienza costruttiva, coerenza con la forma architettonica, minore ingombro e migliore sovrapposizione alla maglia definita dalle linee delle strutture interrate. L’organismo strutturale principale corrisponde alla scelta fondamentale di portare tutte le discese dei carichi in corrispondenza degli elementi verticali della maglia strutturale sottostante, in tutti i punti dove questo risulta compatibile con l’Architettura. Si è scelto cioè di non scaricare “in falso” sulla soletta di q 129 nessuna delle discese dei carichi della struttura principale. La definizione dei punti di discesa dei carichi è stata oggetto di un processo iterativo in coordinamento con l’Architettura, fino ad arrivare ad uno schema ragionevole nell’ambito degli stringentissimi vincoli imposti dalle esigenze formali e funzionali degli spazi.

A differenza dell’orditura principale, le strutture secondarie di facciata, progettate in BIM fino a livello di definizione completa di ogni membratura e sistema dei nodi e poi sviluppate a partire dai modelli messi a disposizione, vengono considerate vincolate alla struttura principale solo per stabilità nei confronti delle azioni orizzontali di vento e sisma, ma scaricano direttamente le azioni verticali sul solaio di quota +129mslm. Questa soluzione permette di gestire correttamente la libertà geometrica dell’involucro dell’edificio, e di non sovraccaricare i numerosi ed importanti sbalzi che ne caratterizzano i bordi.
La struttura scelta è del tipo misto acciaio-calcestruzzo, ovvero basata su membrature metalliche rese solidali a solette in calcestruzzo gettate su lamiere autoportanti. Questa scelta risulta obbligata in relazione alle caratteristiche morfologiche e funzionali della copertura, e ben si adatta in termini di flessibilità, leggerezza, costruibilità anche alle strutture degli impalcati intermedi, risultando nel complesso delle variabili in gioco la più efficiente per risolvere il tema strutturale.

Prodotti e Soluzioni