Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Antirion SGR spa - Fondo Antirion Global Comparto Core
GRUPPO DI PROGETTAZIONE: GBPA Architects (concept, progetto architettonico, direzione artistica); TEKNE spa (progetto strutturale, progetto impianti, coordinamento, dl e certificazione LEED); GAD srl (computazioni, capitolati, sicurezza)
PROJECT MANAGEMENT: Arup
IMPRESA: ATI Sercos spa,  Alpiq IntTec Milano spa
FACADE CONTRACTOR: Stahlbau Pichler srl
FOTOGRAFIE: GBPA Architects

EDIFICIO VIA MONTE GRAPPA 3 MILANO

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"Il progetto prevede il completo rifacimento di un immobile iconico fortemente rappresentativo della realtà milanese degli anni Settanta. In risposta al brief del cliente avremmo potuto proporre un edificio dal forte impatto estetico ma del tutto slegato dall’esistente, abbiamo invece optato per un approccio progettuale rispettoso della storia dell'edificio e allo stesso tempo fortemente proiettato sulla contemporaneità compositiva e tecnologica. Abbiamo trasformato l’aspetto planimetrico e compositivo denso e chiuso, in un modello aperto e trasparente rafforzando ulteriormente il concetto di permeabilità percettiva e fisica degli spazi."
GBPA Architects 

La città di Milano è ricca di vecchie architetture che, attraverso progetti di riqualificazione, è possibile riutilizzare senza la necessità di occupare nuovo suolo urbano. Questo è il caso di un edificio per uffici in viale Monte Grappa, nelle vicinanze della Stazione Garibaldi, di proprietà di Antirion SGR Fondo Antirion Global Comparto Core, che per lungo tempo ha ospitato la sede della Tecnimont. Imponente architettura iconica degli anni ‘70, essa doveva essere l’espressione dell’abilità tecnica della realtà insediata al suo interno, società tra le più importanti nel campo dell'ingegneria delle costruzioni. L’edificio è stato successivamente abbandonato e nel 2015 GBPA Architects e TEKNE sono stati incaricati dalla committenza per la riqualificazione di quest’architettura inserita in una zona così nevralgica di Milano.
La volontà era di concepire un completo rifacimento dell’intero complesso, con le difficoltà già evidenziate di dover intervenire su un tessuto consolidato ormai da tempo e su un’architettura fortemente connotata visivamente. I progettisti sono, infatti, stati chiamati a dare una loro interpretazione che doveva migliorare l’impatto dell’opera con il contesto esistente e al tempo stesso mantenere un equilibrio compositivo tra le forme geometriche già presenti. L’intervento ha previsto in primis una parziale demolizione di uno dei fronti principali per dare luogo a una piazza interna coperta da una grande pensilina vetrata e caratterizzata da elementi di arredo e da aree verdi a coronamento del nuovo accesso dell’edificio.
La struttura portante è rimasta quella originale, costituita da uno scheletro in c.a., mentre il rivestimento esterno delle facciate, che si presentava in doghe in alluminio, ha ispirato la nuova soluzione. Grazie all’utilizzo di materiali e soluzioni differenti, è stato ottenuto un aspetto completamente nuovo seppur rispettoso del passato. L’involucro, infatti, è stato rimodellato sui quattro prospetti con una vetrata curtain wall con sistema a cellule che si appoggia su una ripartizione di elementi portanti in acciaio.
Le cellule standard di dimensioni 2.400 x 3.600 mm nei fronti esterni e 3.000 x 3.600 nei fronti interni hanno aumentato la trasparenza dell’involucro e la luminosità dei locali interni, conferendo leggerezza e ordine all’intera costruzione.
Questa regolarità è stata articolata da una ritmica di elementi verticali di due tipi: frangisole in vetro extra-chiaro retro-verniciato e lesene in alluminio anodizzato. Entrambi gli elementi, a memoria della facciata preesistente, fungono da schermature solari.
Il recupero di questo edificio, che occupa un’area di 40.000 mq totali, ha avuto anche una valenza ambientale oltre che estetica. Il complesso è stato riqualificato dal punto di vista energetico mediante il rifacimento di tutti gli impianti, sostituiti con soluzioni a risparmio d’energia come, ad esempio, il green roof dotato di pannelli solari e fotovoltaici. L’edificio, infine, è stato anche oggetto di un’importante operazione di bonifica dell’amianto, presente in quantità rilevanti nella preesistente struttura. Grazie a tutte le migliorie apportate, l’edificio è candidato all’ottenimento della certificazione LEED Platinum e il colosso dell'e-commerce Amazon sposterà la propria sede italiana al suo interno.

Federica Calò

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