Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Fondazione Prada
PROGETTO ARCHITETTONICO: OMA – Rem Koolhaas, Chris van Duijn (partners in charge); Federico Pompignoli (project leader)
TEAM DI PROGETTO PRELIMINARE: Sam Aitkenhead, Doug Allard, Andrea Bertassi, Aleksandr Bierig, Eva Dietrich, Paul-Emmanuel Lambert, Jonah Gamblin, Stephen Hodgson, Takuya Hosokai, Jan Kroman, Jedidiah Lau, Francesco Marullo, Vincent McIlduff, Alexander Menke, Aoibheann Ni Mhearain, Sophie van Noten, Rocio Paz Chavez, Jan Pawlik, Christopher Parlato, Ippolito Pestellini Laparelli, Dirk Peters, Andrea Sollazzo, Michaela Tonus, Jussi Vuori, Luca Vigliero, Mei-Lun Xue
TEAM DI PROGETTO DEFINITIVO: Anna Dzierzon, Jonah Gamblin, Hans Hammink, Ross Harrison, Matthew Jull, Vincent Konate, Taiga Koponen, Vincent McIlduff, Andres Mendoza, Susanan Mondejar, Sasha Smolin, Michaela Tonus
LOCAL ARCHITECT: Massimo Alvisi; Alvisi Kirimoto & Partners, Atelier Verticale (architetti esecutivi)
PROGETTO STRUTTURALE: F&M Ingegneria spa, SCE Project srl 
PROGETTO IMPIANTI: F&M Ingegneria spa,  Prisma Engineering srl
IMPRESA: Colombo Costruzioni spa
COSTRUTTORE METALLICO: BIT spa
FOTOGRAFIE:
fotografie del finito © Bas Princen - courtesy of Fondazione Prada
fotografie di cantiere © BIT spa
disegni: © OMA 


Fondazione Prada

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"Il complesso punta ad espandere il repertorio di tipologie di spazi dove l’arte trova il suo posto. Il progetto si compone di sette edifici esistenti e tre nuove strutture: il Podium, spazio per le mostre temporanee, il Cinema, auditorium multimediale, e la Torre, nove piani destinati alle esposizioni permanenti, alle collezioni ed alle attività della Fondazione. La perfetta simbiosi tra esistente e nuovo è immediata: la facciata della Haunted House, l’antica struttura secolare rivestita in foglia d’oro dialoga in piena armonia con la trasparenza e il metallo del nuovo Podium."
Rem Koolhaas - OMA

Il grande snodo che attraverso viale Ortles e le parallele vie Brembo e Lorenzini confluisce in viale Ripamonti, un tempo collegava aree industriali e magazzini che sfruttavano la vicinanza allo scalo ferroviario di Porta Romana alle zone più centrali di Milano. Il graduale trasferimento delle attività e la conseguente riduzione del traffico hanno destinato questa vasta area del capoluogo lombardo all’abbandono. Negli ultimi anni, svariati progetti di riqualificazione stanno rivitalizzando la zona: ultimo fra questi la nuova sede della Fondazione Prada, situata su largo Isarco proprio ai lati dell’antica linea ferroviaria. L’antico edificio, che ora ospita la Fondazione, era una distilleria realizzata nel 1910 con una serie di volumi destinati al magazzino, ai laboratori e ai silos di fermentazione affacciati su un ampio cortile interno. La trasformazione del complesso, ideata dallo studio OMA e Rem Koolhaas, ha saputo coniugare la volontà di conservare la storica struttura alla necessità di sviluppare un’architettura più funzionale: una moderna conformazione in grado di armonizzare i sette edifici preesistenti con le tre nuove costruzioni.
Il perimetro industriale, a pianta trapezoidale, era costituito da una serie di edifici collegati tra loro, mentre due altri corpi indipendenti sorgevano all’interno del cortile. Un’attenta analisi progettuale compiuta sulle diverse possibilità di riqualificazione ha portato alla demolizione di uno dei due corpi, creando così maggiore respiro al cortile e consentendone l’utilizzo open-air. Il secondo fabbricato, chiamato Deposito, è stato conservato, per essere trasformato in un ampio spazio espositivo.
I sette edifici storici sono stati mantenuti nel loro aspetto originario, eccezion fatta per la “Haunted House”, una struttura con stanze anguste distribuite in verticale, la cui superficie esterna è stata rivestita di uno strato di foglia d’oro.
Dei tre nuovi corpi, il “Podium” ne è elemento dominante, sia perché collocato proprio al centro del complesso sia perché l’architettura moderna che lo caratterizza lo aliena totalmente dal contesto circostante. La sua forma unica, con una parte a sbalzo priva di appoggi intermedi, ha richiesto un attento studio dei materiali e delle tecniche costruttive per consentire al meglio la sua integrazione nell’architettura di destinazione. L’utilizzo dell’acciaio ha permesso di realizzare un volume leggero, privo di sostegni mediani e indipendente dalle preesistenze. Complessivamente nel Podium sono state impiegate 540 tonnellate di acciaio. Gli elementi verticali sono sottili colonne in acciaio che sorreggono un graticcio in carpenteria metallica di travi primarie e secondarie in profili aperti. Le travi perimetrali tra il pianterreno e il primo piano posto a quota +7,62 sono forate e permangono visibili anche a cantiere ultimato. Il solaio è in lamiera grecata collaborante di altezza 75 mm e spessore 10/10 e il reticolo strutturale è completato da controventi di parete e di falda in elementi in acciaio. Per le strutture principali è stato impiegato acciaio di qualità S355JR/0, mentre piastrame ed elementi secondari sono in S275JR.
La struttura del Podium, a livello terra, è vetrata, mentre al piano superiore è caratterizzata da un rivestimento in aluminum foam (schiuma d’alluminio), volutamente studiata per il progetto della Fondazione Prada. L’effetto finale è un edificio delicato e fluttuante, quasi “appoggiato” alle strutture esistenti, seppur indipendente da esse, in un approccio che unisce la leggerezza ad un forte impatto visivo, fil rouge che caratterizza tutto l’intervento della Fondazione Prada.

Lorenzo Fioroni


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