Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia

Nuova sede Zeppelin-Girolibero

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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"E’ stato l’acciaio a far iniziare tutto. Nel nostro caso la scelta di concentrare gli sforzi per il recupero proprio di questo capannone industriale è legata alla sua particolare struttura in acciaio, ancora in ottime condizioni e con una qualità così diversa rispetto agli altri capannoni industriali con struttura in cemento armato prefabbricato che avevamo valutato.
Sono convinto che la qualità di un progetto di architettura abbia una valenza che supera quella ristretta all’interno del suo confine. Mi sento di dire che l’intero quartiere ha beneficiato del recupero e non solo perché abbiamo rimosso più di 500 mq di amianto, o perché adesso l’area è vissuta e presidiata, eliminandoquindi un potenziale centro di attrazione per emarginati e criminalità, ma anche perché diventa un esempio di buona pratica che spero verrà ripreso e ripetuto."

Arch. Umberto Marin

Le periferie urbane hanno segnato forse nel modo più marcato le trasformazioni avvenute nelle città italiane dagli anni ‘80 ai giorni nostri. Gli edifici produttivi, contornati dai complessi residenziali sorti negli anni del boom economico, hanno cessato di essere vissuti con il trasferimento delle attività verso l’hinterland, lasciando spesso vuoti e destinati al degrado grandi spazi urbani. Di recente, la volontà di recuperare tali aree per interventi a “consumo di suolo zero” ha offerto una “palestra” nella quale si sono cimentati gli architetti, con progetti di riqualificazione spesso divenuti vere e proprie immagini del rilancio dei quartieri periferici. La nuova sede Zeppelin – Girolibero , Tour Operator specializzato in viaggi in bicicletta, nasce proprio da un ex capannone industriale bipiano di fine anni ‘70, oggetto di in un intervento di ristrutturazione e ampliamento per cambio di destinazione d’uso. Esternamente il capannone si presentava identico a strutture prefabbricate in c.a., ma internamente i progettisti rimasero colpiti dalle coperture in acciaio, perfettamente conservate rispetto al decadimento generale che le circondava. Si è scelto quindi di mantenere gli elementi in acciaio e di lasciarli volutamente a vista, dato che anche a livello strutturale erano in eccellente stato. Promuovendo inoltre una mobilità “green”, la richiesta del committente era di avere un edificio in classe A+ che offrisse il massimo comfort per i dipendenti. Punto di partenza per il nuovo edificio è dunque stata la struttura in acciaio, costituita da pilastri HEA 300 con travi IPE 600 e solai d’interpiano in lamiera grecata zincata tipo EGB sp. 10/10; in copertura sono presenti travi IPE di altezza variabile e lamiera grecata EGB 1000.
I profili, originariamente di colore rosso, sono stati verniciati di bianco per coerenza cromatica con le scelte architettoniche. L’ampliamento ha riguardato la creazione di un portico esterno in carpenteria metallica, con travi HEA 200 sia per gli elementi verticali che orizzontali e solai in lamiera grecata con getto collaborante. Un intervento fondamentale ha riguardato le esistenti strutture esterne del tetto, inadeguate ad isolare opportunamente l’edificio, sostituite con pannelli lignei sui quali sono state installate lastre in lamiera di acciaio zincato. Per ottemperare ai requisiti di efficienza energetica, particolare attenzione è stata riservata alla progettazione degli impianti di condizionamento e dell’illuminazione, sia naturale che artificiale. Il perfetto stato di conservazione degli elementi portanti in acciaio ha consentito di modificare la destinazione d’uso senza consumo di materiale (demolizione o ripristino), semplicemente utilizzando pannelli di compartimentazione interna per la creazione degli uffici ed isolando termicamente e acusticamente gli spazi.
Cromaticamente il complesso è caratterizzato da scelte rigorose: bianco per le coperture e alcune pareti, color “corda” per le restanti pareti, “nocciola” per i pavimenti. Complessivamente la nuova sede è disposta su 3.000 mq, la metà dei quali destinata agli uffici e la restante all’officina per le biciclette, il progetto di riqualificazione ha inoltre previsto la bonifica di materiale tossico come l’amianto, riscoprendo la linfa vitale nascosta dall’apparente stato di degrado.

Lorenzo Fioroni

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