Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Servizio costruzioni ALER (RUP Franco Pierro)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Studio Castiglioni & Nardi AA - Claudio Castiglioni, Luca Boldetti, Fabio Bezzecchi
PROGETTO STRUTTURALE: Paolo Besozzi
GENERAL CONTRACTOR: Ecocostruzioni srl
COSTRUTTORE METALLICO: MC Steel Constructions (sopraelevazione, scale di emergenza), Cavicchia Fabio  Carpenteria Leggera (scala in acciaio corten)
FOTOGRAFIE: Simone Bossi (foto del finito), Studio Castiglioni & Nardi AA (foto di cantiere)


Sede ALER ex sede Genio Civile di Varese

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
"Il principale interesse architettonico e urbano consiste nel recupero di un edificio non di pregio ma formalmente dignitoso e noto nella ‘geografia urbana’. La leggerezza e la plasticità dell'acciaio hanno avuto un ruolo essenziale nell'intento programmatico. Gli elementi costruttivi e strutturali hanno permesso la sopraelevazione senza intraprendere costose opere di consolidamento fondale. La ‘plasmabilità’ del materiale ha consentito di contestualizzare il piano aggiunto senza arrecare disturbi architettonici alla compiuta formalità della cornice marmorea: arretrando la finestra a nastro grazie a pilastri a Z che decentrano i carichi e conferendo diafana discrezione costruttiva alla gronda frangisole. A completare il ruolo dell’acciaio si elencano il rivestimento di facciata in corten e le scale interne tra cui quella di emergenza attraverso i cui piani grigliati rifrange, suggestivamente, la luce zenitale."
Arch. Claudio Castiglioni - Studio Castiglioni & Nardi AA

A Varese uno storico edificio del 1953, ex sede del Genio Civile, è stato ristrutturato e ampliato per ospitare la Nuova sede ALER (Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale) di Varese, Como, Monza-Brianza e Busto Arsizio. Lo studio Castiglioni & Nardi si è occupato del progetto di riqualificazione di questo complesso da uno stile architettonico tipico del ventennio fascista. Stile che, nonostante gli anacronistici stilemi formali, si è voluto mantenere per non interrompere quel dialogo con gli altri palazzi pubblici adiacenti che identificano nettamente questa parte di città.
In particolare dell’edificio originario si sono conservate le tre facciate rivolte agli spazi pubblici (est, nord e ovest), i materiali interni più pregiati come marmi e seminati alla veneziana, la scala principale e l’assetto distributivo.
Il palazzo, oltre a essere stato ripristinato, è stato anche ampliato mediante un’estensione orizzontale rivolta verso il cortile retrostante ed elevato di un piano rispetto al volume originario. Il corpo laterale in aggiunta è stato rivestito in acciaio corten con lastre “a cassetta” dello spessore di 2 mm, dotate di una sagoma inferiore e superiore obliqua.
La sopraelevazione e la copertura sono state realizzate con una struttura in acciaio zincato a caldo: pilastri centrali a vista composti di tubi a sezione circolare del diametro di 160 mm, pilastri perimetrali con tubo quadro 140x8 mm, travi principali HEA 160 e perimetrali IPE 160. Numerosi altri elementi secondari dell’edificio sono in acciaio, sottolineando come questo materiale sia particolarmente idoneo per interventi su edifici esistenti grazie alla sua resistenza, flessibilità, leggerezza e per le sue capacità di messa in sicurezza strutturale su edifici a rischio sismico: la scala d’emergenza e i relativi parapetti, ad esempio, sono stati anch’essi concepiti in acciaio zincato a caldo: in facciata è stata posta una lamiera stirata metallica e una nuova scala ricavata al piano terzo è in acciaio autopatinabile con lamiere dallo spessore di 10 e 12 mm. La gronda metallica traforata in acciaio zincato che delimita la sopraelevazione s’integra al vecchio edificio, senza pregiudicare il ruolo di coronamento che il cornicione originario conferiva all’architettura preesistente. L’atrio centrale a doppia altezza e il percorso di accesso sono in acciaio corten come le facciate esterne, con l’intenzione di contraddistinguere gli spazi interni come luoghi collettivi dialoganti con l’immagine architettonica dell’esterno. L’edificio ha ottenuto la classe energetica A nonostante non sia stato possibile utilizzare sistemi “a cappotto” su gran parte delle facciate preesistenti. Il contenimento dei consumi energetici, infatti, è stato raggiunto grazie alle elevate caratteristiche dell’involucro interno scelto, dei serramenti performanti contro le pareti isolanti nell’edificio esistente, dei tetti vegetali, dei frangisole in cotto e ad un’attenta soluzione dei ponti termici anche per le parti strutturali in aggetto.

Federica Calò
 



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