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Travi e laminati: le dimensioni dei mercati globale, europeo ed italiano

contributo a cura di Siderweb.com 


Quali sono i volumi prodotti e scambiati di travi e laminati mercantili nel mondo? E quali sono i volumi che contraddistinguono il mercato italiano? Le travi ed i laminati stanno avendo performance migliori o peggiori rispetto alla media dei prodotti lunghi? A queste ed altre domande risponde l’approfondimento realizzato da Siderweb sui due mercati. Buona lettura.

Mondo: l’andamento dei lunghi – Analizzando i dati del decennio che va dal 2004 al 2013 (ultimi dati disponibili), si può notare che i prodotti lunghi sono stati i grandi protagonisti dello sviluppo della siderurgia globale. Mentre nel 2004, infatti, i lunghi rappresentavano il 42,3% del totale della produzione mondiale di acciaio, nel 2013 la percentuale è salita al 49,6%. Nel 2004 l’output di lunghi è stato pari a 453,371 milioni di tonnellate, nel decennio successivo, invece, si è saliti a 817,395 milioni di tonnellate, con un incremento dell’80,3%. La grande protagonista di questo incremento è stata l’Asia, con una produzione di lunghi passata da 260,304 milioni di tonnellate a 628,158 milioni di tonnellate (+141,3%), con un aumento di 367,854 milioni di tonnellate, pari al 101,1% del totale della crescita mondiale dei lunghi. Ciò significa che l’aumento dell’Asia (e della Cina in particolare) ha controbilanciato una riduzione dell’output di lunghi nel resto del mondo. Entrando maggiormente nel dettaglio, si nota che le aree in via di sviluppo hanno fatto registrare performance positive (Medio Oriente +94,4%, altri Paesi europei non facenti parte dell’Ue +74,6%, Sud America +33,7% e Africa +20,9%), mentre i continenti sviluppati hanno ceduto (CSI -26,2%, Unione Europea -17,4%, Oceania -11,0% e Nord America -10,4%).
 
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Travi e laminati vs tondo e vergella – Le travi ed i laminati mercantili sono stati i prodotti, nel comparto lunghi, a far registrare le peggiori performance a livello globale. Il «re» dei lunghi, nel mondo, è ancora il tondino. Nel 2004 il tondo rappresentava il 26,1% del totale dei lunghi globali, mentre nel 2013 è salito al 33,0%, mettendo a segno un aumento di oltre 150 milioni di tonnellate, pari al +127,4%. Anche la vergella è cresciuta più della media dei lunghi (che è dell’80,3%), con un +90,7% ed un volume di 195,279 milioni di tonnellate. Travi e laminati mercantili, invece, mostrano un incremento inferiore, con le travi che si avvicinano alla media mondiale (+79,7% a 113,150 milioni di tonnellate) ed i laminati mercantili che si «accontentano» di un +57,6% a 138,414 milioni di tonnellate.
 
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Travi e laminati: i Paesi top – La Cina è il Paese leader sia nella produzione mondiale di travi, sia in quella di laminati mercantili. Per il primo prodotto, il Paese asiatico, nel 2013, ha avuto un output di 70,204 milioni di tonnellate, con una quota sul totale globale del 62,0%. Per il secondo, invece, si sale a 78,200 milioni di tonnellate (56,5%). Per ciò che concerne le travi, dietro alla Cina si classificano Giappone (7,377 milioni di tonnellate), USA (7,342 milioni di tonnellate), India (6,171 milioni di tonnellate) e Corea del Sud (4,609 milioni di tonnellate), mentre l’Italia si piazza al 13° posto mondiale con un output di 836.000 tonnellate (pari allo 0,7% della produzione mondiale). Nei laminati, invece, dopo la Cina c’è il Giappone (16,101 milioni di tonnellate), Taiwan (6,270 milioni di tonnellate), gli USA (4,385 milioni di tonnellate) e l’Italia con 3,499 milioni di tonnellate). A livello continentale, l’Asia domina la classifica della produzione di entrambi i prodotti, mentre l’Europa «pesa» per il 6,7% nei laminati mercantili e per il 9,0% nel settore delle travi. Nel tondo, il peso europeo è nettamente inferiore (circa il 4%), mentre nella vergella è di poco sopra al 10%.

Europa: la situazione – Nell’ultimo decennio l’Europa ha fatto registrare un andamento che si è discostato da quello globale: la produzione siderurgica complessiva è scesa infatti del 17,9% e quella di lunghi ha seguito, di fatto, il trend generale con un -17,4%. La perdita totale di volumi per il comparto dei lunghi è stata pari a 12,385 milioni di tonnellate, un volume superiore all’intera produzione italiana. Nell’ambito dei lunghi, il prodotti che ha pagato il dazio maggiore, in termini produttivi, è il tondino, con un -37% tra il 2004 ed il 2012 (nel 2013 non sono disponibili i dati dettagliati della produzione tedesca), seguito dai laminati mercantili (-29,4%), dalle travi (-20,8%) e dalla vergella (-18,0%).
Il mercato interno europeo dei lunghi è dominato dai produttori continentali, con una quota di mercato che, tranne per il 2007, è stata costantemente superiore al 90% ma che, dal 2010, è scesa dal 95% al 91%, con le importazioni dai Paesi terzi che sono salite da 236.000 tonnellate mensili a 364.000 tonnellate mensili. Entrando maggiormente nel dettaglio, l’Europa è esportatrice netta di travi: nei primi dieci mesi del 2014 ha infatti venduto al di fuori dei confini continentali 159.000 tonnellate di travi al mese, importandone solo 25.000 tonnellate. I dati, però, sono in leggero peggioramento rispetto al 2010, quando le esportazioni furono pari a 165.000 tonnellate mensili e le importazioni a 14.000 tonnellate mensili. I primi cinque acquirenti di travi europee sono USA (24.000 tonnellate mensili), Turchia (23.000), Algeria e Canada (12.000) e Svizzera (11.000). I cinque Paesi coprono il 51% del totale dei volumi esportati. Per ciò che concerne i laminati mercantili, invece, l’Europa, storicamente esportatrice netta, è diventata importatrice netta nel 2014 per 2.000 tonnellate mensili. Nel 2013, invece, fece registrare un surplus di 20.000 tonnellate mensili e nel 2012 addirittura di 46.000 tonnellate mensili. Le principali destinazioni dell’export europeo sono Algeria (21.000 tonnellate al mese), USA (17.000) e Cina (9.000), mentre i tra maggiori fornitori ci sono Cina (25.000), Turchia (24.000) e Svizzera (16.000).
 
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Italia: produzione e consumo apparente – L’Italia presenta dati ancor più depressi rispetto a quelli europei. Tra il 2004 ed il 2013 la produzione siderurgica complessiva del nostro Paese è scesa del 15,4%, fermandosi a 24,080 milioni di tonnellate, ma i lunghi hanno perso ben il 24,6%, arrivando a 11,452 milioni di tonnellate. Nel comparto dei lunghi, il prodotto più penalizzato è il tondo per cemento armato (-32,4% a 3,268 milioni di tonnellate), seguito dalle travi (-30,7% a 836.000 tonnellate), dai laminati mercantili (-23,6% a 3,499 milioni di tonnellate) e dalla vergella (-17,3% a 3,588 milioni di tonnellate). Se si consultano i dati del consumo apparente, si nota una situazione ancor più grave per i lunghi, a partire dal tondo, che fa registrare un vero e proprio tracollo nel decennio preso in esame (-66,7% a 1,569 milioni di tonnellate). Anche le travi subiscono un duro colpo (-39,6% a 579.000 tonnellate), mentre la vergella perde il 26,6% (3,541 milioni di tonnellate), i laminati cedono il 9,6% a 3,066 milioni di tonnellate e le rotaie crescono del 9,5% arrivando a 162.000 tonnellate.
Il differenziale tra la produzione ed il consumo apparente, con il primo valore che scende in misura inferiore rispetto al secondo, è dato dal miglioramento della bilancia commerciale italiana relativamente ai prodotti lunghi. Analizzando il quadriennio 2010-2013, si nota che il saldo commerciale italiano nel settore dei lunghi è salito da 893.000 tonnellate a 2,287 milioni di tonnellate, facendo registrare un incremento del 156,1%, con le esportazioni in aumento di oltre 1 milione di tonnellate e le importazioni in calo di 300.000 tonnellate. Questo incremento è da imputarsi quasi esclusivamente al tondo per cemento armato, il cui saldo positivo è passato da 480.000 tonnellate a 1,693 milioni di tonnellate nel periodo preso in esame (+252,8%), mentre l’export di travi è salito del 55,8%, ma rimanendo su livelli piuttosto contenuti (215.000 tonnellate) e quello di laminati mercantili è sceso del 25,3% a 464.000 tonnellate.

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