Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento - Ufficio Piste Ciclabili
PROGETTO E DIREZIONE LAVORI: Ing. Giorgio Raia - T&D Ingegneri Associati
COLLABORATORI AL PROGETTO: Ing. Gabriele Baldo, Arch. Ugo Bazzanella
COSTRUTTORE METALLICO: C.M.M. F.lli Rizzi srl
FOTOGRAFIE: T&D Ingegneri Associati, C.M.M. F.lli Rizzi 

Passerella ciclopedonale a Nomi

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La realizzazione del ponte ciclabile di attraversamento dell’Adige a Nomi, rappresenta il definitivo completamento della “ciclopista del Sole”, un itinerario ricco di fascino e importante per l'attrattività turistica trentina e sudtirolese. Il collegamento delle due sponde del fiume è stato realizzato con un ponte ad arco della lunghezza complessiva di 120,75 m e con una luce massima tra gli appoggi di 102,25 m. La scelta di questa tipologia è stata dettata dal sito d’intervento ed in particolare dalla necessità di ottemperare ai limiti imposti che hanno categoricamente escluso la presenza in alveo e nelle zone golenali di elementi di sostegno. La struttura è caratterizzata da uno schema statico costituito da un arco a spinta eliminata: la spinta dovuta alla messa in esercizio dell’arco attraverso gli stralli viene contenuta dalla messa in trazione dell’impalcato metallico che svolge anche la funzione di catena. La progettazione del ponte ha sintetizzato le esigenze estetiche e tecniche in una struttura estremamente leggera e funzionale già diventata un punto di riferimento per il territorio. Particolare attenzione è stata posta nella scelta dei materiali e nelle dimensioni degli elementi costruttivi, con l’obiettivo di snellire e minimizzare il più possibile l’impatto della struttura e contemporaneamente allargare la percezione d’orizzonte dello spazio visivo. La struttura del ponte, a sola esclusione delle spalle e delle fondazioni profonde, è stata realizzata in acciaio corten nei tipi S355J0W, S355J2W e S355K2W in lamiere con spessori fino a 60 mm. Tale scelta è stata determinata dalla necessità di avere un materiale leggero ad alta resistenza, e data la condizione di posa, di grande durabilità. Con il medesimo obbiettivo è stata operata la scelta del ciclo di verniciatura per l'arco e le parti esposte come il profilo aerodinamico di monte, per cui grande attenzione è stata posta alla resistenza nei confronti degli agenti atmosferici, alla limitata manutenzione e all’alta durabilità. L'impalcato è costituito da una travata a cassone di grande luce con un rapporto H/L che corrisponde a 1,04% che evidenzia un’inusuale snellezza. Tale elemento è rappresentato da una struttura continua rettilinea con una monta pari al 2% della lunghezza complessiva di 120 m; la sezione trasversale con struttura ad ala, ha un’altezza variabile compresa tra 0,198 m e 1,058 m e una larghezza complessiva di 5,53 m, che comprende la pista ciclabile e la banchina rialzata sulla quale sono installati i dispositivi di fissaggio degli stralli. L’arco è costituito da una struttura a cassone rettangolare di dimensioni variabili da 1.200x1.200 mm in corrispondenza dell’imposta a
1.200x600 mm in chiave della lunghezza complessiva di circa 110 m. L’elemento è stato rastremato per due motivi: il primo per sfruttare al massimo il rapporto peso/efficienza della struttura (la sezione scelta massimizza il momento d’inerzia all’imposta dove si concentrano le azioni trasmesse alla catena e alle fondazioni); il secondo è una scelta derivante dallo studio del comportamento aeroelastico della struttura sottoposta all’azione del vento e che permette di prevenire gli effetti critici. Le forze di carico dell’impalcato sono trasmesse all’arco attraverso 52 stralli in acciaio armonico ad alta resistenza di diametro pari a 20 mm. Tali elementi strutturali sono stati posti in opera secondo uno schema radiale con un passo costante di 2 m. Tale scelta ha permesso di caricare in modo ottimale la struttura dell’arco e in un’ottica più ampia, prettamente architettonica, di donare all’elemento circolare del ponte l’aspetto di una ruota di una bicicletta che simbolicamente emerge dall’Adige.  

Marco Clozza

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