Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Autorità Portuale della Spezia
PROGETTO ARCHITETTONICO E STRUTTURALE: EXA Engineering srl, Autorità Portuale della Spezia – Ufficio Progetti
IMPRESA: S.E.T. Società Edilizia Tirrena spa
COSTRUTTORE METALLICO: SIMAN srl
Fotografie: EXA Engineering srl

Passerella ciclopedonale Revel-Mirabello

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una sottile linea d’acciaio bianco che collega la città di La Spezia con il nuovo Porto Turistico è la naturale prosecuzione dell’importante asse urbano pedonale Via del Prione-Via Diaz, che costituisce la spina dorsale del centro storico. La nuova passerella è stata particolarmente apprezzata dalla popolazione che ha iniziato a frequentare intensamente un’area della città precedentemente marginale e divenuta protagonista delle classiche passeggiate domenicali. Il percorso pedonale ha uno sviluppo di circa 160 m ed è sorretto dai due pennoni di 35 m di altezza; il ponte è suddiviso in tre campate: la prima (lunga 65 m) va dalla spalla della banchina Revel al primo pennone, dove il concio si apre per “abbracciarlo”; la campata centrale è lunga circa 50 m, di cui 18 m apribili mediante l'attivazione di pistoni idraulici per consentire il passaggio dei natanti dotati di alberatura; la terza campata arriva quindi alla spalla del Porto Mirabello con un lunghezza complessiva di circa 45 m. Il ponte è stato concepito come una struttura leggera d’acciaio che sembra emergere dall’acqua come una barca a vela. Un arco continuo di pendenza modesta unisce le due sponde dando al pedone la piacevole sensazione di camminare sul ponte in teak di una barca. La sezione tipo della struttura richiama esplicitamente l’ossatura delle imbarcazioni trattate ogni anno dai cantieri spezzini, sostenuta puntualmente da numerose coppie di stralli. In questo contesto, l’albero della barca diventa pennone, il cordame ed i rinvii stralli, mentre lo scafo viene stilizzato nella forma delle pile alle basi del pennone.
Per accentuare l’aspetto dello scafo e denunciare la presenza dei pennoni è stata realizzata una biforcazione del percorso proprio in loro concomitanza, determinando una separazione strutturale tra il pennone e l’impalcato. L’impalcato è largo 3,6 m, è costituito da tre travi principali aventi sezione ad H alte 700 mm, poste ad un interasse di 1 m e collegate tra loro da traversi disposti ogni 1,5 m. Le antenne sono caratterizzate da una sezione trasversale ellittica di dimensioni variabili che va a ridursi progressivamente dalla base alla sommità. Gli stralli sono disposti a coppie che, partendo dai tubolari correnti di bordo all’impalcato principale, convergono verso una medesima quota del vertice di ciascun pennone. La struttura portante del ponte è costituita da acciaio basso legato S355J2G3, i capicorda sono realizzati con acciaio per getti bonificato, lavorato meccanicamente e zincato a caldo, mentre gli stralli sono costituiti da funi spiroidali chiuse in acciaio ad alta resistenza (resistenza minima ft = 1570÷1760 MPa). Complessivamente, per la realizzazione dell'opera sono state impiegate 530 t di carpenteria metallica, 2.500 m di stralli, 15.000 viti e bulloni. 

Marco Clozza

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