Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: FRIEM spa
PROGETTO ARCHITETTONICO: OnsiteStudio (Angelo Lunati, Luca Varesi)
PROGETTO STRUTTURALE: CeAS Centro di Analisi Strutturale srl
PROGETTO IMPIANTI: Primeco srl
COSTRUTTORE METALLICO E FACCIATE: Stahlbau Pichler srl
IMPRESA: Edildam
Fotografie: Filippo Romano (fotografie del finito), Stahlbau Pichler srl (fotografie di cantiere)

Friem Headquarters

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La nuova sede FRIEM, a Segrate, è stata ideata dallo studio milanese Onsitestudio, che ha interpretato i desideri della committenza non dimenticando i riferimenti dei grandi maestri dell'architettura.
FRIEM è un'azienda specializzata nella progettazione e produzione di convertitori di potenza per il settore delle energie rinnovabili e, tra le richieste agli architetti, una delle più determinanti è stata quella di concentrare tutte le attività dell'azienda nella stessa sede.
L'edificio è stato pensato come un’ ideale separazione tra il sito produttivo e le strade che circondano il lotto. La separazione ed il confine sono stati creati definendo gli elementi architettonici come se si trattasse di un muro continuo, a forma di “L”, che genera una chiusura dello spazio interno rispetto al mondo esterno.
La nuova sede, realizzata con volumi semplici e con due corpi a sbalzo, presenta due elevazioni fuori terra e ospita al piano terreno gli ambienti destinati alla ricerca e alla produzione, mentre al piano superiore gli uffici amministrativi.
Il piano terra, inoltre, offre grandi aperture verso il giardino interno, mentre un sistema di rivestimento di facciata in acciaio inox garantisce un dialogo, tra interno ed esterno, di volta in volta differente in base al tipo di trattamento dei pannelli, stirati o traforati, che consentono di modulare il passaggio della luce secondo le funzioni richieste.

 

Struttura portante


La struttura portante dell'edificio è composta da profili in acciaio, con pilastri HEA 300 e travi HEB 200, queste ultime con la funzione di raccordare i portali che compongono l'ossatura dei volumi architettonici.Le stesse lamiere forate in acciaio inox, che costituiscono parte della pelle dell'edificio, sono irrigidite da un sistema di piegature che ne garantisce il montaggio senza fare uso di sottostrutture di sostegno, semplicemente collegandole alle teste dei solai e annullando di fatto la percezione del sistema di ancoraggio, sia dall'interno che dall'esterno. Il loro disegno a bande verticali, inoltre, ha consentito di nascondere i giunti tra una lamiera e l'altra.
Per ottenere l’effetto di foratura casuale presente sui frangisole esterni sono state realizzate più di 2000 lamiere in acciaio inossidabile, differenziandole tra loro grazie all’utilizzo di gruppi di punzoni “standard” combinati in modi differenti.
Di fatto, la facciata costituisce una parte fondamentale del progetto, proponendosi con una alternanza di elementi forati, ondulati e opachi, quando non semplicemente vetrati.
L'acciaio inox, usato per le schermature, viene plasmato quasi come se si trattasse di un abito che si adatta all'edificio, consentendo di modulare il rapporto tra spazi interni ed esterni, regolando simultaneamente il grado di protezione dai raggi solari. Lo stesso angolo d'incidenza della luce rende l'acciaio inossidabile cangiante nei riflessi, richiamando al contempo il mondo industriale, con la sua resistenza e durata nel tempo.

 

Sostenibilità ambientale


Il tema della sostenibilità ambientale ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo di questo progetto.Dal punto di vista degli elementi costruttivi, ad esempio, si è fatto uso di pannelli sandwich coibentati e di vetrocamere con caratteristiche differenti a seconda dell’esposizione solare. Le acque piovane vengono inoltre recuperate e reimpiegate per l'irrigazione degli spazi verdi.
Dal lato tecnologico, invece, è stato installato un impianto fotovoltaico da 200 kW sulle coperture degli edifici esistenti, mentre si è fatto uso di pompe di calore che consentono di lavorare con fluidi a bassa temperatura, migliorando le prestazioni energetiche complessive. In questo modo si è ottenuto un edificio in classe energetica A.
A completare il tutto, un sistema di controllo automatico dell'illuminazione degli spazi interni, che tiene conto della luminosità esterna e della presenza degli operatori all'interno.

Giuseppe Ruscica

 

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