Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: RFI - Rete Ferroviaria Italiana spa (Gruppo Ferrovie dello Stato)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Santiago Calatrava LLC
PROGETTO ESECUTIVO ARCHITETTONICO E STRUTTURALE: ATI RPA srl (mandataria); Seteco Engineering srl, S.G.A.I. srl (mandanti)
DIREZIONE LAVORI: ITALFERR spa (Gruppo Ferrovie dello Stato)
APPALTATORE E COSTRUTTORE METALLICO: Cimolai spa
Fotografie: Cimolai spa

Stazione Mediopadana

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
Il futuro dell’alta velocità è in vista. Dall’8 giugno scorso, viaggiando a 300 kilometri orari, la linea Milano-Bologna porta i servizi ferroviari in uno dei distretti industriali ed agroalimentari più produttivi del Paese: tra Modena, Reggio, Carpi e Parma. In questa tratta l’unica fermata è la nuova stazione ferroviaria Mediopadana che dista 4 Km da Reggio Emilia. Una “stazione porta” che per le sue valenze spaziali e architettoniche già si configura come landmark del paesaggio. Stupiscono in particolare l’energia e il dinamismo espressi dalla copertura di acciaio che materializza
l’idea architettonica del movimento voluto dall’arch. Calatrava. A generare l’effetto di dinamismo il modulo “onda”, che prevede la ripetizione di elementi di lunghezza pari a 25,4 m composti dalla successione di 13 differenti portali in acciaio. 
Ogni modulo è formato da 25 portali distanziati tra loro di circa 1 m che, ripetendosi in sequenza, permettono di raggiungere la lunghezza ragguardevole di 483 metri; i portali sono realizzati con una sezione rettangolare di 1.200×200 mm, gli spessori delle lamiere impiegate variano dai 6-8 mm per i tratti correnti ai 15-20 mm per i nodi d’angolo.
L’onda si propaga sia in pianta sia in elevazione, originando un volume tridimensionale ad andamento sinusoidale. La successione dei portici crea un effetto visivo “a caramella” assimilabile ad una infilata di flutti sfalsati disposti sui due prospetti: la facciata più mossa, che sovrappone le due onde in modo simmetrico, si affaccia sul lato dell’ingresso alla stazione, mentre quella meno dinamica, con le onde disposte parallelamente, si sviluppa sul lato del tracciato autostradale. La stazione, in corrispondenza delle banchine di salita e discesa dai treni, è stata coperta in vetro e realizzata attraverso l’assemblaggio di pannelli rettangolari translucidi in vetro stratificato, collocati tra i portali mediante un telaio metallico. Il piano delle banchine è sorretto da travi di bordo in acciaio, parallele ai binari, con sezione caratteristica a cassone di forma triangolare. Le travi di bordo sono, a loro volta, sorrette da archi a forma di “Y” inclinata, con l’estremità inferiore ancorata ad una fondazione in c.a. La copertura è sorretta da una
struttura mista acciaio e calcestruzzo composta da una trave in acciaio a cassoncino longitudinale appoggiata ogni 25 m circa su due supporti in cls. Le strutture in acciaio rigorosamente bianche sono illuminate dal sole che, durante il giorno, filtra attraverso la copertura vetrata. La stazione ha una larghezza massima variabile dai 35 ai 50 m ed un’altezza media di 20 m, si sviluppa lungo il viadotto su due livelli: il primo all’altezza delle banchine, il secondo ad un livello inferiore, che coincide con quello di accesso alla stazione dove si trovano i servizi (luoghi di attesa per i viaggiatori, attività commerciali, aree di interscambio con la linea regionale e una zona adibita a magazzini e depositi). 
La natura del terreno ha reso obbligatorio l’impiego di fondazioni profonde, indipendenti da quelle del viadotto. L’impatto ambientale e paesaggistico è stato mitigato dalla sistemazione a verde delle zone lungo il tracciato ed all’altezza dell’ingresso della stazione. Alberature di medio basso fusto coprono la parte bassa della stazione all’incirca all’altezza del passaggio dei treni, lasciando la visuale libera sulla spettacolare pensilina ondulata in acciaio. 

Valentina Piscitelli

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