Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Museo dei Bambini di Roma Scarl Onlus
PROGETTO GENERALE: Fabio Pagani - Studio Italplan Consulting Engineerso
PROGETTO INTEGRAZIONE FOTOVOLTAICO: Studio Abbate & Vigevano
COSTRUTTORE IMPIANTO: Gechelin Group
Fotografie: Studio Abbate & Vigevano

EXPLORA - MUSEO DEI BAMBINI

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il recupero degli spazi dell’ex deposito tramviario ATAC, oggi museo dei bambini di Roma “Explora”, si inserisce nel più vasto piano di riqualifi cazione delle aree ex industriali che l’Amministrazione di Roma sta progressivamente restituendo alla cittadinanza. Il progetto di recupero, che comprende anche l’area verde del Borghetto Flaminio, è stato seguito nel suo iter dall’Ufficio Progetti  Città Storica del Comune di Roma fi no all’inaugurazione del 2001, mentre il progetto generale è stato curato dall’arch. Fabio Pagani - Studio Italplan Consulting Engineers - cui è stato affiancato lo studio Abbate-Vigevano per la parte di integrazione PV in copertura e nelle pensiline dell’edificio. Nell’impostazione progettuale è stata mantenuta la memoria storica della facciata industriale su via Flaminia e valorizzato l’antico tracciato romano su cui poggia l’edificio. In particolare è stato recuperato il Padiglione principale costituito da una struttura in acciaio e ghisa costruita nel 1920 su brevetto dell’ingegnere francese Polenceau.

L’intervento progettuale è rimarchevole per almeno due caratteristiche: la prima è l’educare divertendo, poiché i bambini che visitano il museo hanno la possibilità di acquisire informazioni importanti sul risparmio energetico attraverso una didattica specifica; la seconda caratteristica riguarda la sensibilità progettuale degli architetti rivelata sia nell’integrazione degli impianti fotovoltaici in copertura e sul lato sud del padiglione che nell’ideazione di una interessante struttura in acciaio dotata di meccanismo mobile che consente di variare l’ombreggiatura della facciata con il mutare delle stagioni, vero e proprio shed architettonico. Il museo è dotato anche di un secondo impianto fotovoltaico di minore entità, realizzato in prossimità del parcheggio: entrambi gli impianti, della potenza di 33 kWp, producono complessivamente 40.000 kWh.

Un lavoro importante ha riguardato anche l’aspetto strutturale attraverso le opere di consolidamento delle fondazioni della vecchia struttura ed attraverso la realizzazione dei gusci in calcestruzzo armato che hanno una funzione di mensoloni di controvento; questi, bloccando in testa i pilastrini in ghisa, li scaricano da ogni forza che non sia solo verticale.
Un elemento forte del progetto è la luce, quella naturale che penetra nell’edificio dal lucernario, dalle pareti e dai brise-soleil fotovoltaici e quella artificiale che di notte, attraverso le ampie vetrate, mostra l’interno dell’edificio. Da un punto di vista tecnologico segnaliamo, oltre all’imponente impianto fotovoltaico, il sistema di raff rescamento dell’edificio, a testimonianza dell’impegno dei progettisti e della Committenza ad applicare moderne tecnologie di sfruttamento energetico, garantendo al complesso l’allineamento alla sottoscrizione della carta di Aalborg ed alla convenzione quadro sui cambiamenti climatici che stanno portando alla formulazione dell’Agenda XXI di Roma per lo sviluppo sostenibile.

Valentina Piscitelli

Prodotti e Soluzioni