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Acciaio: le statistiche dei prodotti da costruzione

contributo a cura di Siderweb.com 

 
I prodotti siderurgici impiegati nel settore edile, nel 2012, hanno fatto registrare una riduzione sia della produzione sia del consumo in Italia. Lo ha reso noto Federacciai nel proprio report annuale sul comparto dell’acciaio nazionale, che è stato diffuso nei giorni scorsi. Secondo quanto reso noto dall’associazione, all’interno del settore siderurgico i prodotti utilizzati nelle costruzioni sono risultati più penalizzati rispetto alla media, facendo registrare riduzioni consistenti rispetto al 2011.
Partendo da una visione più generale, l’anno scorso l’Italia ha prodotto 27,3 milioni di tonnellate di acciaio, con una riduzione del 5,1% rispetto al 2011 e del 14% rispetto al record del 2006. La filiera del forno elettrico ha mostrato una contrazione dell’attività del 4,8% mentre quella dell’altoforno del 5,9%. In questo panorama l’output di prodotti lunghi è stato di 11,8 milioni di tonnellate (-8,3% rispetto al 2011), mentre quello di piani è salito dello 0,5% attestandosi a 14,5 milioni di tonnellate. Ma è dal consumo che arrivano i dati più critici.
 

Consumo apparente


Nelle travi, il 2012 ha rappresentato un ritorno al 20° secolo. Il consumo apparente (produzione+import-export) è infatti ammontato l’anno scorso a 603.600 tonnellate, con un calo del 18,4% rispetto al 2011, ed è tornato sui livelli del 1999. Meglio ha fatto la produzione interna, che ha limitato le perdite al -3,2%, grazie anche alle buone performance dell’export (+13,1% a 417.300 tonnellate). Un altro prodotto ampiamente usato in edilizia, i laminati mercantili, fa registrare performance simili sul versante del consumo apparente: l’anno scorso il mercato italiano si è fermato a 3 milioni di tonnellate, con una diminuzione del 16,3% rispetto al 2011. Di pari passo anche la produzione: -17,5% per complessive 3,5 milioni di tonnellate. In giù anche le esportazioni, che lasciano sul terreno il 13%, scendendo a 1 milione di tonnellate. Il tondo per cemento armato paga un dazio ancora maggiore alle difficoltà del comparto edilizio: il consumo apparente è di 2,1 milioni di tonnellate (-23,1% rispetto al 2011), anche se la produzione tiene (-1,7% a 3,5 milioni di tonnellate). L’exploit produttivo è dovuto alla forte crescita dell’export (+50,4% a 1,5 milioni di tonnellate), in particolare verso l’Algeria. Gli altri prodotti lunghi analizzati da Federacciai, vergella e rotaie, vedono ridursi il consumo apparente rispettivamente del 14,8% e del 5,3%.
Consumo apparente

Più variegata la situazione dei piani e dei tubi saldati, come mostra la tabella sottostante.
 
Tabella 2
 

2013 - PROVE DI RIPRESA


Il nuovo anno è iniziato con un passo diverso per l’acciaio italiano. Secondo i numeri resi noti da Federacciai a gennaio (ultimi dati disponibili) il consumo apparente di prodotti siderurgici è stato di 2.049.407 di tonnellate, con un miglioramento del 3,7% rispetto a gennaio 2012. I lunghi hanno mostrato un miglioramento del 2,4% rispetto al 2012, grazie al forte incremento della vergella (+23% a 293.913 tonnellate) e alle buone performance delle travi (+5,7% a 53.321 tonnellate) mentre gli altri prodotti arretrano ancora: -1,1% per i laminati mercantili, e -31,7% per il tondo per cemento armato. I piani, invece, hanno performance migliori: +5,6% a 1.136.983 tonnellate.
Tabella 3

 
 

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