Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia

La sostenibilità in Europa

Lo sviluppo sostenibile è uno dei più importanti obiettivi dell'Unione Europea. Si basa sulla necessità di riuscire a soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità, per le generazioni future, di soddisfare i loro.
La strategia Europa 2020, adottata nel 2010, si focalizza sullo sviluppo sostenibile per mezzo di cinque obiettivi: occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e cambiamenti climatici ed energia. Ogni Stato membro ha adottato, per i singoli obiettivi, delle strategie da seguire in questi anni.

L'industria europea dell'acciaio si basa sul 39% di impiego di rottame attraverso forno elettrico ad arco (EAF), mentre sul 61% di materiale vergine attraverso l'impiego di forno ad ossigeno basico (BOF). Ciononostante, l'acciaio è riciclato in entrambi i sistemi, così la percentuale di rottame nel processo di produzione si attesta ad oltre il 50%.
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Fonte: Eurofer - Steel: the backbone of sustainability in Europe

Per affrontare le questioni ambientali, comunque, non è utile focalizzarsi unicamente sulla fase di produzione, ma è importante seguire e analizzare il completo ciclo di vita dei materiali, mediante un approccio olistico. Il cosiddetto inventario del ciclo di vita (Life Cycle Inventory, LCI) consente di raccogliere le informazioni necessarie per la stesura di una corretta analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) di un prodotto, in modo da migliorarne le prestazioni ambientali all'interno dell'intero ciclo di vita.

L'industria europea dell'acciaio è attivamente coinvolta e i dati riguardanti l'inventario del ciclo di vita dell'acciaio forniti dai produttori europei ammontano a circa il 42% del volume complessivo di acciaio prodotto. Dalla Cina, solo un produttore d'acciaio ha provveduto a fornire tali informazioni, per una rappresentatività di appena il 5% della produzione cinese.

Il fabbisogno attuale di acciaio eccede la quantità che è possibile produrre unicamente dal materiale riciclato. Pertanto, bisognerà attendere il sopraggiungere di un punto di equilibrio affinché l'intero acciaio prodotto derivi unicamente da rottame.
Questo avverrà perché, essendo aumentati i volumi di acciaio prodotti, tale incremento non potrà crescere all'infinito, pervenendo a un determinato quantitativo annuo prodotto.
Nel frattempo, l'acciaio posto in opera dal passato fino a oggi, vedrà raggiungere la fine del proprio ciclo di vita, potendo essere reimpiegato nella produzione di nuovi manufatti. Ci sarà un momento in cui acciaio riciclato e acciaio da produrre si equivarranno, non rendendo più necessario l'impiego di materiale vergine.
L'attuale andamento dei consumi, fa ritenere plausibile un punto di equilibrio non prima della seconda metà del 21° secolo.
 
Equilibrium point

Fonte: Eurofer - Steel: the backbone of sustainability in Europe

 
Attualmente, più del 50% di acciaio prodotto in Unione Europea deriva da rottami ferrosi. In Cina, tale percentuale è ferma al 10-15%.
 

La normativa europea: marcatura CE, CPR e CEN TC350


Il testo del nuovo CPR - Regolamento dei Prodotti da Costruzione (Reg. UE 305/11), fa chiarezza su quali debbano essere i requisiti per un uso sostenibile delle risorse naturali nell’ambito particolare delle costruzioni, il quale, al punto relativo al requisito di sostenibilità, introdotto per la prima volta nelle regole per la commercializzazione, elenca una lista di caratteristiche che comprende il riutilizzo o la riciclabilità di materiali e di opere, la durabilità e l’uso di materie costituenti ecologicamente compatibili. La lettura delle disposizioni richiama alla mente le caratteristiche fondamentali dell’acciaio.
Si tratta di  porre in evidenza i significati autentici di termini quali “riciclabilità“, “durabilità” ed “eco-compatibilità”. Questi saranno temi molto dibattuti e lo sforzo legislativo e normativo per garantire la sostenibilità ambientale dei prodotti sarà uno degli obiettivi più impegnativi del prossimo decennio. 

Anche la Commissione Europea si è accorta della novità ed efficacia degli strumenti di valutazione e certificazione delle performance ambientali dei prodotti ed ha dato mandato al CEN per lo sviluppo di una normativa che detti le regole per la scrittura delle EPD dei prodotti e delle Dichiarazioni Ambientali di Performance degli Edifici (le cosiddette EPB). Ciò è stato oggetto di discussione da parte degli esperti degli Istituti di Normazione europei (per l’Italia l’UNI) che, seduti al tavolo comune del CEN TC 350 hanno prodotto la norma EN 15804 (sulle EPD dei prodotti da costruzione) ed EN 15978 (sulle performance degli edifici). Le due normative consentiranno al produttore di acciaio di esprimere in un Modulo D i dati relativi al destino del materiale a fine vita, con la dichiarazione di crediti concernenti il riciclo sugli indicatori di sostenibilità. Si potranno, dunque, quantificare le riduzioni dei carichi ambientali ottenuti con l’utilizzo dell’acciaio ed effettuare comparazioni rispetto ad altri materiali con funzioni analoghe. 
 
 
SIEBB
Polo uffici e laboratori SIEEB Sino-Italian Enviroment and Energy efficient Building
 

La Direttiva Prodotti da Costruzione 89/106/CEE (CPD) - che ha ceduto gli obblighi di legge al Regolamento Prodotti da Costruzione (UE) n. 305 / 2011 (CPR) - stabiliva che le costruzioni, tramite i prodotti contenuti al loro interno, dovessero rispettare i seguenti requisiti essenziali: 
  • Resistenza meccanica e stabilità;
  • Sicurezza in caso d’incendio;
  • Igiene, salute e ambiente;
  • Sicurezza nell'impiego;
  • Protezione contro il rumore;
  • Risparmio energetico e ritenzione di calore.
A questi sei punti, il Regolamento Europeo (CPR) aggiunge la riciclabilità e durabilità delle opere da costruzione e dei materiali, non tralasciando l'uso di materie prime eco-compatibili. Con il nuovo CPR viene dato un segnale forte nel versante della sostenibilità ambientale per le costruzioni. Da un'attenzione esclusivamente limitata al risparmio energetico, infatti, viene esteso il campo d'azione, abbracciando finalmente i temi propri della sostenibilità ambientale relativa alle costruzioni.

 

Le certificazioni ambientali in Europa e Stati Uniti


Per quanto riguarda i differenti schemi di certificazione ambientale, il panorama internazionale vede la coesistenza di certificazioni di tipo energetico e di strumenti per valutare la sostenibilità di interi edifici fin dalla fase di costruzione.

GERMANIA 
Certificazione DGNB. Il sistema di certificazione DGNB (Deutschen Gesellschaft für Nachhaltiges Bauen) è uno strumento per valutare la sostenibilità degli edifici.
Il sistema assegna dei punteggi nell'ambito di sei aree di valutazione:
  • qualità dell'attenzione all'ecologia;
  • qualità della convenienza economica;
  • qualità socio-culturale e funzionale;
  • qualità tecnica;
  • qualità dell'intero processo;
  • qualità del sito.
AUSTRIA 
Certificazioni EnergieAusweis e Total Quality Building. L'EnergieAusweis fissa annualmente il valore limite del parametro consumo energetico specifico NEZ. E' pertanto uno strumento per valutare solamente l'efficienza energetica di un edificio, e non la rispondenza a molteplici parametri legati alla sostenibilità ambientale della costruzione. Il sistema edificio è invece valutato (su base volontaria) mediante il Total Quality Building, che consente di analizzare edifici residenziali, uffici, scuole, alberghi e centri commerciali.
Per le prescrizioni energetiche nell'ambito delle costruzioni, l'Austria inoltre si affida all'OIB (Austrian Institute of Construction Engineering) che, con la direttiva 6, stabilisce quali debbano essere le prestazioni che ogni edificio deve soddisfare in accordo alla direttiva europea EPBD.
La normativa prevede un calcolo obbligatorio dei consumi energetici di edifici residenziali e non, sia nuovi che in attesa di essere recuperati. Vengono tenuti in conto anche aspetti quali sistemi di ventilazione, ponti termici, prestazioni termiche dell'involucro, progettazione bioclimatica.
 
SVIZZERA
Marchio Minergie (minimal energy). Esso garantisce che il fabbisogno termico di un edificio, sia di nuova costruzione che ristrutturato, non superi certi valori limite.
E' un'etichetta di qualità che si applica ad edifici nuovi e rimodernati. Gli aspetti essenziali di tale certificazione sono costituiti dal comfort abitativo e del lavoro (in relazione alla qualità dell'involucro edilizio e dei sistemi di rinnovo dell'aria) e dal consumo energetico specifico, di cui vengono definiti i valori limite da rispettare.

DANIMARCA
Le normative danesi, le "Building Regulations", governano le prestazioni energetiche degli edifici residenziali e commerciali. E' recentemente avvenuta la transizione dalle BR10 alle BR15, queste ultime in vigore dal 2016. Nel 2020 si passerà alle ancor più stringenti BR20. Dal punto di vista energetico, un edificio residenziale rispondente alle BR15 deve consumare la metà di quanto era previsto nel 2006. Un edificio di "classe 2020", invece, dovrà consumare il 75% in meno di quanto avveniva nel medesimo anno.

FRANCIA
Programma HQE (Haute Qualité Environnementale - High Environmental Quality). Si tratta di un sistema, su base volontaria, per misurare la sostenibilità ambientale di un edificio (sia pubblico che privato) in fase di progettazione, costruzione e gestione. Questo programma multicriteriale presenta 14 obiettivi da raggiungere, suddivisi in due aree (impatto dell'edificio sull'ambiente esterno e qualità dell'ambiente interno) e quattro famiglie: sostenibilità nella costruzione, sostenibilità nella gestione, comfort interno,  igiene e salute delle aree interne.

In Francia, le normative energetiche sugli edifici di nuova costruzione vengono aggiornate ad intervalli di tempo regolari. Partendo dal 2000, con la Réglementation Thermique 2000 (RT 2000), si è passati per la RT 2005 fino all'ultimo importante aggiornamento avuto con la RT 2012, che segue i dettami dell'EPBD (Energy Performance of Building Directive). Le recenti RT 2015 impiegano lo stesso impianto legislativo delle RT 2012, imponendo, per i nuovi edifici, consumi ancora inferiori rispetto a queste ultime. Le future RT 2020, nelle attuali intenzioni del governo francese, obbligheranno i nuovi edifici ad essere ad energia positiva.

SPAGNA 

Le prestazioni energetiche degli edifici in Spagna sono governate dal quadro normativo CTE (Código Técnico de la Edificación), che stabilisce i requisiti termici dell'involucro e l'efficienza energetica da verificare nei calcoli.
Analogamente al caso italiano, in Spagna è obbligatoria la certificazione energetica degli edifici prima di poter affittare o vendere un immobile.

Fuori dall’Europa, inoltre, è degno di nota il caso di Gran Bretagna e Stati Uniti, in quanto hanno influenzato i sistemi di certificazione ambientale del panorama internazionale.
 
California Academy of Sciences
Con la versione 1.0 presentata nel 1998, la certificazione LEED è un riferimento adottato in vari paesi. In alto: la California Academy of Sciences di Renzo Piano, il più grande edificio pubblico al mondo certificato LEED Platinum

 
GRAN BRETAGNA
Certificazione BREEAM (Building Research Establishment Environmental Assessment Method). E' uno dei primi strumenti creati per la valutazione della sostenibilità degli edifici. Ogni categoria edilizia da analizzare contiene una serie di parametri. Ad esempio, per la qualità degli ambienti interni, si fa riferimento alla qualità dell'aria, alla qualità dell'illuminazione e al controllo acustico e, dove risulta più appropriato, vengono introdotti dei sottoparametri per un maggior approfondimento. La certificazione avviene tramite la verifica effettuata da certificatori autorizzati dal BRE (British Research Estabilishment).
E' un sistema di valutazione a sei livelli (via via più restrittivi), ai quali un edificio può arrivare in base ai risultati ottenuti all'interno di nove criteri di sostenibilità (gestione, salute e benessere; consumi di energia con relative emissioni di CO2; consumi ed emissioni durante i trasporti; consumo d'acqua; impatto ambientale dei materiali; gestione dei rifiuti e utilizzo del terreno; valutazione ecologica del sito; inquinamento di aria e acqua).

STATI UNITI

Certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). Si tratta di un sistema di certificazione, su base volontaria, sulla sostenibilità edilizia basato su un insieme di prerequisiti e crediti.
Il soddisfacimento dei prerequisiti è obbligatorio (nei casi in cui si scelga di aderire alla certificazione LEED) per tutti i progetti. Il sistema dei crediti, invece, è facoltativo e dà luogo a un'assegnazione di punti all'interno di alcune grandi categorie (sostenibilità del sito, gestione efficiente delle acque, energia e atmosfera, materiali e risorse, qualità degli ambienti interni, innovazione nella progettazione, priorità regionali). In base al punteggio ottenuto, un edificio può così ottenere la certificazione:
  • Certificato (40-49 punti)
  • Argento (50-59 punti)
  • Oro (60-79 punti)
  • Platino (80-110 punti)

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