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Acciaio: un 2013 in miglioramento, ma ancora difficile

contributo a cura di Siderweb.com 


Solo l'export ha salvato l'acciaio italiano nel 2012. Il forte incremento delle esportazioni di prodotti siderurgici italiani, infatti, ha consentito alle acciaierie nazionali di mantenere un buon ritmo produttivo, specialmente nel primo semestre, mentre il mercato interno ha subito un forte ridimensionamento. Questo, in estrema sintesi, l'andamento del comparto italiano dell'acciaio l'anno scorso. Un andamento che vede, nel complesso, una riduzione decisa del consumo apparente delle imprese tricolori: mentre nei primi nove mesi del 2011 il valore (composto dalla somma della produzione interna e dell'import, a cui è sottratto l'export) si attestò a 22,614 milioni di tonnellate, nel medesimo periodo del 2012 si è scesi a 17,618 milioni di tonnellate. In termini percentuali il calo è del 22,1%. La stima per i prodotti lunghi, effettuata da Siderweb sui dati Federacciai al netto dei prodotti di prima e seconda trasformazione, è di un consumo apparente di 7,248 milioni di tonnellate, pari ad una riduzione del 20% rispetto al 2011. I piani fanno leggermente meglio: -19% a 10,892 milioni di tonnellate.
Consumo apparente di acciaio
 
Sul versante del commercio estero, invece, l'anno appena passato è stato ricco di soddisfazioni per l’acciaio nazionale. Da importatrice netta di acciaio, ruolo storicamente appartenente al nostro paese, l'Italia è divenuta una forte esportatrice. Il totale dell'export, da gennaio a settembre, è salito a 13,935 milioni di tonnellate, con un incremento dell’8,3%. I prodotti lunghi, in particolare, hanno fatto registrare un aumento del 14,6%, salendo a 2,926 milioni di tonnellate e con una bilancia commerciale positiva per 1,582 milioni di tonnellate. I piani, invece, crescono del 13,3% a 6,382 milioni di tonnellate, i prodotti di seconda trasformazione registrano un +3,8% a 297.000 tonnellate, quelli di prima trasformazione un -0,9% a 3,701 milioni di tonnellate e i lingotti un -4,4% a 629.000 tonnellate.
Per ciò che concerne le importazioni, si segnala un vero e proprio crollo dei volumi, scesi da 14,065 milioni di tonnellate a 10,727 milioni di tonnellate (-23,7%). I numeri testimoniano di un crollo della domanda interna, particolarmente visibile per i lunghi (-27,8% a 1,344 milioni di tonnellate) ed i piani (-26,4% a 5,977 milioni di tonnellate), mentre i lingotti (-18,4% a 2,356 milioni di tonnellate), i prodotti di prima trasformazione (-12,6% a 893.000 tonnellate) ed i prodotti di seconda trasformazione (-9,8% a 157.000 tonnellate) limitano i danni.
 
Import export
 
Per ciò che concerne le aspettative per il 2013, le attese sono per un miglioramento della situazione economica generale a livello globale, con un'accelerazione del PIL ed una ripresa degli indicatori nel comparto acciaio. Nel mondo l'aumento della produzione di acciaio dovrebbe toccare il 3%, contro il +1% del 2012, mentre in Europa ci sarà un +2%, contro il -5,5% del 2012. In Italia, secondo la stima dell'ufficio studi di Siderweb, la produzione di acciaio salirà del 2,5%, contro il -5% circa del 2012. L'incremento dei volumi sarà da imputarsi al brillante andamento delle esportazioni, mentre la domanda interna sarà ancora penalizzata. La produzione del comparto delle costruzioni, dopo il -13,5% del 2012, nel 2013 farà registrare un -1%.
 
Variazione percentuale settori di utilizzo

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