Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Comune di Bergamo
PROGETTISTA ARCHITETTONICO: Luca Moretto, Aimaro Isola, ICIS Srl (capogruppo R.T., partner in charge)
PROGETTISTA STRUTTURALE: Bosi & Associati
Luigi Cividini Spa (capogruppo)
Fotografie: Le fotografie sono state fornite dallo studio Luca Moretto

Tribunale di Bergamo

Ristabilire il dialogo con un pezzo della città storica, attraverso un linguaggio architettonico che rifugge da qualsiasi tentativo di mimesi, è stato l’obiettivo dei progettisti. Un intervento interessante non solo per il rapporto che stabilisce con l’esistente ma anche per la capacità di andare oltre la monumentalità che, per molto tempo, ha contraddistinto gli edifici giudiziari. Il nuovo linguaggio è quello della trasparenza, dell’apertura e del dialogo, con cui si cerca di spogliare questo mondo dalla retorica, avvicinando i cittadini al lavoro delle istituzioni. Il Tribunale nasce nel centro storico di Bergamo bassa, all’interno di un ex complesso scolastico, in parte soggetto a vincolo della Sovrintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici. Dal punto di vista strutturale il nuovo complesso è costituito da tre edifici collegati, ognuno dei quali è stato oggetto di specifici interventi: l’edificio delle ex scuole Savoia, l’edificio su via Garibaldi ed il nuovo edificio su via Borfuro, che costituisce il vero e proprio ampliamento, presentandosi come l’operazione più interessante sul piano strutturale ed architettonico. Realizzato su un’autorimessa interrata preesistente, con strutture in acciaio, miste acciaio-cls e solai caratterizzati da ampie luci, l’edificio a pianta rettangolare presenta due avancorpi denominati “corni nuovi”, in continuità con i “corni vecchi” della ex scuola media. Le nuove strutture hanno rispettato le maglie esistenti di notevoli dimensioni, appartenenti all’autorimessa. I pilastri circolari in c.a., realizzati sul lato interno, sono fondati su quelli preesistenti, così come le travi impostate in parte sui diaframmi, in parte sui pilastri. Gli impalcati sono stati realizzati con pannelli alveolari prefabbricati precompressi. I solai, caratterizzati da un’unica luce di 12 m, sono sorretti da snelle colonne metalliche. Particolarmente interessante la soluzione adottata per le facciate prospicienti via Borfuro, costituite da un muro in c.a. rivestito da blocchi faccia a vista e da alte colonne in acciaio. Queste ultime, strutturalmente strategiche, fanno da appoggio ai solai attraverso specifiche mensole, costituite da piatti che attraversano la colonna e saldati ad essa su due lati, completi di fazzoletti d’irrigidimento. Alle mensole è vincolato un angolare di grosso spessore con la funzione di trave d’appoggio dei solai. Le colonne, complete di mensole, sono state assemblate in officina e poi montate in sito. La copertura a falde è costituita da capriate metalliche, disposte a vario interasse e sorrette dai muri perimetrali, dalle nuove strutture verticali e da colonne intermedie in acciaio che poggiano direttamente sui solai alveolari. Il progetto ha affrontato i complessi temi della riqualificazione in ambito urbano e dell’inserimento di un nuovo corpo in un contesto punteggiato da edifici antichi e recenti. D’importanza strategica la scelta dei materiali che dovevano dialogare con quelli del contesto ma anche distinguersi da esso. È stato affidato all’acciaio il compito di esaltare la contemporaneità del nuovo impianto architettonico che in facciata ripropone in chiave attuale il tema delle colonne. I tubi in acciaio bianco definiscono l’immagine dei nuovi edifici, esaltandone lo sviluppo verticale e facendo da cornice alle grandi vetrate. Il motivo dei cerchi metallici con cui terminano le colonne propone un ornamento che accompagna e sottolinea l’andamento dei tetti. Grazie a questa soluzione in vetro ed acciaio, le mura dell’edificio si aprono alla strada dietro ad un gioco leggero di maglie metalliche. L’edificio rappresenta un nuovo evento architettonico che, sia per l’importanza istituzionale del tema, sia per la rilevanza volumetrica, non è un elemento estraneo ma si inserisce esaltando i caratteri precipui dell’intero contesto.
Laura Della Badia

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