Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
PROGETTISTA ARCHITETTONICO: Enrico Manca
PROGETTISTA STRUTTURALE: Studio Ceccoli & Associati
IMPRESA: Consorzio Elmas 2k – Adanti spa (capogruppo), Busi spa
COSTRUTTORE METALLICO: Cordioli & C spa, C.F.M.

Aeroporto di Cagliari

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Il nuovo terminal di Cagliari-Elmas è nato dalla volontà di dotare la città di un’aerostazione con servizi di alto livello, dalla sicurezza alla qualità ambientale passando per il comfort dei passeggeri, ampliando allo stesso tempo gli spazi di fruizione. La particolarità di questo progetto è la cantierizzazione: le normali attività aeroportuali non potevano essere interrotte e quindi si è scelto di inglobare nel progetto i vecchi edifici, andando così a minimizzare i disagi per i viaggiatori. L'impianto finale è costituito da tre corpi di fabbrica: il molo destinato all'imbarco e sbarco dei passeggeri, il corpo principale dell'aerostazione e la copertura della strada d'accesso alla stessa, tutti e tre disposti secondo una geometria a forma di “T”. La struttura del molo e dell'aerostazione è stata concepita con colonne metalliche e solai con lastre autoportanti prefabbricate, completate da getti di cls a ritiro compensato. La connessione con le travi è stata realizzata mediante saldatura di connettori metallici. La tipologia strutturale così realizzata ha permesso la portanza effettiva dei solai sin dal loro primo approntamento. Le arcate metalliche della copertura, visibili nell'atrio d'ingresso dove è situata la zona di imbarco dei viaggiatori, sono realizzate mediante profili tubolari Ø 168.3 e Ø 219.3 a seconda delle luci; i profili sono giuntati assieme a formare travi di tipo Vierendeel, posate ad interasse di 12 m ed aventi altezza variabile. Le travi, ordite su una luce di 50 m per l’aerostazione, 35 m per il molo e 20 m per il viadotto, sono state montate a terra e dotate di un tirante provvisorio alla base, per mantenerne la forma; successivamente sono state posate su speroni in c.a. e collegate ad essi mediante cerniere metalliche. Le cerniere sono state realizzate con perni di dimensione massima di 150 mm e collegate a baionetta alle piastre metalliche d’estremità.

Svolti i controlli geometrici e le registrazioni, gli appoggi sono stati inghisati con malta autolivellante. Le travi secondarie, anch'esse realizzate con geometria Vierendeel, hanno svolto un duplice compito: sostenere il pacchetto di copertura e stabilizzare i correnti compressi delle travi principali. La copertura volutamente distanziata dalle travi secondarie ha lasciato uno spazio per l'alloggiamento dei tondi metallici pretensionati, necessari ad irrigidire l'intera struttura.

La struttura di copertura del viadotto è stata realizzata con archi aventi una luce di 12 m, appoggiati da un lato su elementi verticali in c.a. e dall’altro su un tubo metallico con funzione di biella. La semplicità dell'utilizzo delle strutture in acciaio in questo progetto ha dimostrato tutte le sue potenzialità, sopratutto a fronte delle premesse (la necessità di non interrompere l’attività aeroportuale). La scelta dei progettisti si è rivelata vincente, non solo per l'impatto artistico dell'opera, ma soprattutto per la rapidità di posa e le controllabilità finale dei vari elementi.
Corrado Colombo

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