Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
COMMITTENTE: Comune di Cortina d'Ampezzo (BL)
PROGETTISTA ARCHITETTONICO:
Arch. Oreste De Lotto
PROGETTISTA STRUTTURALE: Ing. Antonio Cancian
IMPRESA E COSTRUTTORE METALLICO: Costruzioni Cimolai Armando spa

Fotografie: Studio Arch. De Lotto

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DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Storia controversa quella dello Stadio Olimpico di Cortina, oggetto di un intervento di rifunzionalizzazione che ha visto impegnati progettisti, imprese e Soprintendenza per quasi 20 anni.

Simbolo delle attività sportive della rinomata località sciistica, il complesso fu realizzato nel 1956, in occasione delle Olimpiadi invernali. Un disegno ad “U”, con 3 livelli di tribune per ogni parete, definiva quello che è sempre stato considerato sul piano tecnologico e per le soluzioni architettoniche un piccolo gioiello che ben si inserisce nella splendida cornice delle Dolomiti. Si trattava, però, di una struttura “aperta” che, se invece avesse avuto una copertura, si sarebbe prestata a manifestazioni più frequenti e differenziate. Di qui la decisione del Comune, nel 1985, di realizzare un nuovo stadio per le Olimpiadi del 1992. Ma la candidatura sfumò e solo negli anni ’90 si passò al progetto per la copertura dello stadio esistente, messo a punto dall’architetto Oreste De Lotto. Fu proprio a questo punto che iniziarono i problemi perchè l’impresa si dimostrò inadempiente e nel 1997 tutto si fermò. Finalmente nel 2001 i lavori ripartirono per terminare nell’estate del 2003. Ma veniamo all’intervento: come è cambiato lo storico stadio olimpico? Cosa è stato aggiunto e in che modo?

Il rispetto della struttura esistente e quello verso il contesto naturale sono stati i principali criteri che hanno guidato la progettazione. Due gli elementi aggiunti: la copertura e la facciata. La copertura è costituita da una struttura spaziale in carpenteria metallica sorretta da due travi reticolari e completata da una struttura secondaria superiore, nonché da isolamento e manto di finitura in rame. Grandi luci, leggerezza e libertà di movimento caratterizzano quindi l’area coperta, che ha infatti come elementi portanti verticali solo due pilastri in calcestruzzo agli angoli e sei colonne in acciaio sul lato sud, quello aperto e vetrato. Proprio questa facciata ha richiesto una particolare attenzione: i vincoli posti dalla Soprintendenza richiedevano un intervento estremamente delicato, che non compromettesse la visibilità dell’architettura esistente. Di qui la scelta di una vetrata “appesa” alla struttura portante interna.

A fare da raccordo tra il vecchio e il nuovo è una fascia vetrata in copertura, che è anche un utile filtro per l’illuminazione naturale. Oggi lo Stadio Olimpico di Cortina è una struttura polivalente, più moderna e funzionale, ma che mostra di non aver dimenticato il passato e la sua storia.
Laura Della Badia

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