Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
CREDITS
PROGETTISTA ARCHITETTONICO: Pietro Bracaloni
PROGETTISTA STRUTTURALE: Planning srl
IMPRESA: Unieco soc. coop (con G. Folloni, R. Rozzi, G. D'Ammone); Sapaba spa
COSTRUTTORE METALLICO: Ocam srl

Bologna Business Park

DISEGNI E CANTIERE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FOTO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Massima funzionalità ed equilibrio tra natura ed edificato: ecco i principi che hanno guidato i progettisti nell’idea del Bologna Business Park che rappresenta il modello italiano di comparto direzionale totalmente immerso nel verde. Il nuovo complesso sorge nell’area compresa fra la nuova Facoltà di Agraria e il centro commerciale “Meraville”; il parco in cui sorge gioca un ruolo fondamentale, creando una cornice ideale in cui si fondono architettura, ambiente e servizi. Il complesso direzionale si sviluppa su un'area complessiva di 80.000 mq; intorno ad un parco protetto di oltre 35.000 mq si sviluppano 10 immobili per un totale di 40.000 mq di uffici, un ambiente di lavoro improntato all’efficienza e alla qualità della vita. Lo caratterizzano lo sviluppo orizzontale degli edifici e il linguaggio architettonico, che è contemporaneo nelle linee e nei materiali; le scelte progettuali tendono ad esaltare il concetto di leggerezza e di fusione con il contesto naturale, con una connotazione high-tech data dalla forte presenza della combinazione vetro-acciaio. Da un punto di vista planimetrico gli edifici sono di due tipologie: a "L" con due corpi di ugual lunghezza, a formare un angolo retto caratterizzato da un grande atrio luminoso su cui confluiscono le due ali simmetriche e a “T”, sviluppati su tre lati indipendenti ma anch'essi convergenti nell'atrio comune di grande pregio. A connotare fortemente i diversi corpi degli edifici sono le coperture, curvilinee, con aggetti e sbalzi più o meno accentuati. L’effetto è quello di calotte d’acciaio con delle “ali” laterali di diverse dimensioni. Queste calotte interamente realizzate in elementi strutturali d’acciaio, sono sorrette, nelle parti in cui l’aggetto è più importante, da un sistema di pilastri circolari, che, nella parte sommitale si ramificano in due o tre appoggi. Ben visibili in facciata, questi pilastri “ad albero” costituiscono anche un motivo di caratterizzazione di alcuni dei prospetti principali. A scandire il ritmo delle facciate vi è poi il sistema di frangisole creato per schermare le ampie finestrature a nastro delle pareti esposte a sud, implementando così l’efficienza energetica degli edifici. I prospetti sud degli edifici sono costituiti dunque da due “pelli”: quella dei frangisole, che con le loro linee orizzontali intersecano il ritmo verticale dato dai pilastri e quella delle ampie vetrate, studiate per permettere la maggior visibilità possibile sul verde del parco. Il colore predominante è il bianco, che contrasta con i colori della vegetazione circostante, dipinta dalle stagioni. All’interno, la soluzione strutturale permette una frazionabilità degli spazi che consente di soddisfare differenti esigenze a seconda delle richieste. La struttura principale è avvolta, sia in facciata che in copertura, da uno scheletro metallico. In linea di principio, questa soluzione trova radici antiche nella storia delle tecniche costruttive: i tetti e gli elementi esterni sono quasi sempre stati concepiti come elementi leggeri ma questa tendenza dettata più che altro dai limiti dei materiali è stata poi abbandonata con il sopravvento del c.a.. Riproposta in chiave moderna in questi edifici, presenta tutti i vantaggi legati alla leggerezza dove per esempio, la riduzione della massa sismica presente in sommità, determina una diminuzione delle sollecitazioni sugli elementi sottostanti. Per coprire i 19 m di copertura, sono state impiegate come travi principali di copertura delle HEB 180 calandrate e poste a un interasse di 5 m; esse appoggiano su 3 pilastri in c.a., hanno due sbalzi di estremità e le giunzioni intermedie bullonate si trovano ad un quarto della luce. Sopra questi profili metallici, sono state posate direttamente delle lamiere grecate per grandi luci alte 175 mm che, data la loro rigidezza e la scarsa entità dei carichi (neve e vento), hanno consentito di omettere strutture secondarie ed elementi di controvento ad eccezione delle HEA 140 di banchina. L’acciaio è stato quindi scelto per le sue performance tecnico strutturali e per le sue qualità estetiche, oltre che per l’ottimizzazione dei tempi di realizzazione, grazie alla maggiore rapidità di assemblaggio rispetto ad altre tecniche costruttive.

Valentina Valente

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